Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
<
1934
>
pagina
<
1373
>
Consemi britannici alla causa del nostro Risorgimento 1373
CONSENSI BRITANNICI ALLA CAUSA DEL NOSTRO RISORGIMENTO
I I
La disfatta di Novara costò agli Italiani, oltre l'olocausto dell'onore nazionale che fornì la sua vittima nella persona grande e tragica dell'esiliato del Douro, due sacrifizi ingenti: quello della fiducia in sé e quello della fiducia in altrui. Resosi ben chiaro allora cioè di che peso e portata fosse una guerra nazionale di liberazione da un servaggio, sì, severo, ma consacrato da tradizione e trattati, si venne a precisare lo statu quo si trovavan le loro forze e gli aiuti che dovevano essere concessi dai vicini e presunti protettori e ammiratori : quelle insomma non si potè non riconoscere istantaneamente ch'erano inadeguate e questi un mito, o un sogno. Altro era infatti dire, con Shelley e coi poeti del romanticismo liberale ed egualitario: Oh, bene! oh, bravo!; altro era scendere, col Byron e gli altri poeti attori della nuova rigenerazione europea, in campo ad agire, a dar braccio e vita e sostanza per la causa ammirata. Al solito, i più savi furono i più cauli e prudenti. Come il dado fu tratto e le legioni dei volontari ardenti in unione ai reggimenti di Sua Maestà il re di Sardegna marciarono alla guerra di liberazione, si videro le nazioni e i governanti che parevan più propensi e propizi all'eroica impresa atteggiarsi a mummie incolori: solo come l'esito fu certo riassunsero il volto umano e, se non congratulazioni, ebber però ripresi i contatti, i cordiali rapporti e la stima coi vincitori, dando in tal modo a divedere che non questo o quello, ma il più forte essi in sostanza stimavano. Volevan dunque gli Italiani liberare l'Italia? E nell'impresa eran lasciati soli.