Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1934
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pagina
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1374
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1374
Alfredo Orbelello
Pertanto di questa solitudine che importava grande amarezza verso se e verso altrui, essi andavano lamentandosi altamente. Italiani, non fidate che in voi I invocavano ora gli spiriti che più avendo creduto nella santità della causa e nella quasi doverosa assistenza dei popoli che si professavano liberali e civili, più intensamente si rifugiavano in sé crucciosi ed ostili. Italiani, non fidate che in voi: nella Francia meno che in altri. La Francia sarà sempre Francia, cioè sempre avversa all'Italia, sempre felice o del soggiogarla o del vederla soggetta... E che possiamo noi aspettarci dagli Inglesi, da que' speculatori interessati, da que' freddi computisti del commercio e della banca che vendono le nazioni e tradiscono i popoli? Qual'è la natura e la posizione di que' freddi isolani, dove i ghiacci delle terre agghiacciano anco gli affetti, dove l'interesse il più sozzo è necessariamente la prima molla della loro società, perchè una terra avara non somministra l'alimento a' suoi abitatori, costretti a vivere d'intrigo e di gabbo; dove non può esservi alcun vero bene, perchè non v'hanno che due grandi estremi, le ingenti ricchezze e l'estrema povertà; dove i prodotti del suolo, cioè ferro e carbone, sono il prototipo dell'indole del governo e del popolo, cioè ferro da pesare e bilanciar l'utile, e muovere macchinalmente ogni cosa senza che v'abbia alcuna parte la vitalità e il cuore; dove per la floridezza del proprio stato è d'uopo inceppare il commercio di tutte le nazioni, pira lare con apparente onestà tutti i mari, lusingar tutti e dar niente a chicchessia, promuovere rivoluzioni per ismerciar armi e lusingar con belle corrispondenze i sovrani costretti a comperarle dagli insorti a prezzo di sangue e di comuni disgrazie ? (1). Lo zelo del polemista, come si vede, non mancava d'irruenza e fors'anche efficacia.
Che proprio però contro l'Inghilterra e gli Inglesi s'appuntassero gli strali dei più sensìbili nostri patrioti, non fa stupire. Di là dall'isolana terra della ormai classica libertà s'eran partiti gli elogi ai primi sommovimenti italiani: di là, le lauda-zioni dei poeti; di là, il plauso degli statisti. Da antico avevan mostrato interesse, stima, amore i figli d'Albione all'Italia: le arti, le lettere, la musica, il costume pubblico stesso avevano
(1) 12Ancora. /l'Italia, ovvero la verità a tutti di CARLO VITALOU del fu Marzio, emigralo bresciano, opera dedicata alla Nazione Italiana. Torino, 1851, p. 94 segg.