Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1934
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pagina
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1375
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Consensi britannici alla causa del nostro Risorgimento 1375
appreso insegnamenti e ricavato precetti dalle arti, le lettere, la musica, il costume pubblico italiani; e influssi molteplici dall'una e dall'altra parte erano intervenuti nei secoli a stabilire cordiali rapporti e intensa reciprocanza. Da ultimo poi non avevan gli Inglesi dimostrato di perseguir la tradizione secolare, e intensificarla anzi, coir accogliere, proteggere ed esaltare i figli della dolce terra del sud esuli per avere atteso all'ideale della propria indipendenza? Non era in verità senza rispondenza quella vivace asserzione di Giovanna Carlyle esser tenuti gli uomini di buon cuore e di mente liberale a incoraggiare coloro che hanno gettate e smarrite le loro speranze in una causa a cui gli Inglesi dovrebber sempre augurare dal profondo del lor cuore buon esito qualunque sian le loro opinioni in proposito (2). Ora dunque perchè nel momento del riscatto, quando il destino veniva impugnato e la bilancia della giustizia messa in azione, gli inglesi si tiravano indietro o si tenevano in disparte, freddi e astratti e distratti contemplatori? Naturale la impetuosa ira negli italiani.
Ma non logica, ne, tanto meno, prudente. C'eran negli Inglesi di quel tempo, spiccate anzi che no, le due tradizionali attitudini del lor carattere isolano : l'ima contemplativa, l'altra attiva. Riuscivano a compiacersi e pascersi, a volte persino morbosamente, mediante la prima, di idee e processi nuovissimi che s'abbarbicavano e bene o male fruttavano su quella plaga della terra tanto vicina ma, nel contempo pel beneplacito d'un canale sempre corrucciato , tanto lontana che non per nulla veniva da essi vagamente chiamata il Continente; riuscivano però tosto, mediante la seconda, a evitare le conseguenze d'un'anche solo apparente accettazione di tali credi e credenze, proclamando la loro insularità e cioè, per definizione, dichiarandosi parte attiva, impassibile, insoggiogabile. Tale era stato ad esempio su suolo inglese il processo della rivoluzione francese: bene accolta, bene sviscerata e bene amata, tanto che potè uno scrittore moderno, con un efficace paradosso, asserire
(2) T)a una lettera che servì ad Agostino (fu Ili ni di presentazione presso John Hunter in Edimburgo allorché per ragioni pratiche e sentimentali si trasferì, l'esule italiano, da Londra a queliti città, nel 1840. La lettera fu da me rinvenuta a Edimburgo presso un discendente di John Hunter e integralmente pubblicata sul Giornale Storico e Letterario della Liguria-, gennaio-giugno, 1933.