Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1934>   pagina <1378>
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Alfredo Orbetello
ministri di Sua Maestà e mente e bocca sempre vigile e pru­dente nelle più diffìcili questioni del momento? Tanti, tanti erano coloro che vivevano esuli e poveri e reietti; ma colla lor vita, col loro esempio, colla loro opera insegnavano l'ossequio, il rispetto, l'ammirazione e, comunque, facevan proseliti all'ideale ch'essi propugnavano.
Non è da stupire però se bel bello venne facendosi larga strada nell'opinione pubblica inglese quel senso di giustizia inconcessa e da concedersi all'Italia, che, nell'anima di un popolo cavalleresco per eccellenza e desto quant'altri mai ai suoi doveri umanitari, suonava come un imperativo categorico, come una condizione sine qua non della pacificazione europea e della civiltà del mondo. Or ora s'è detto che suffragi e con­sensi ottenevan nelle classi più elevate, e particolarmente presso alcune nobili famiglie che avevan da tradizione il culto della giustizia e della libertà, i nostri ideali di Risorgimento e i nostri uomini per essi raminghi e di essi viventi e parlanti testimo­nianze. E troppo lungo sarebbe entrare nell'elenco particolareg­giato di tutti coloro che in pubblico e in privato non si fecer rossore ma vanto di porgere mano a cotali stranieri di cui il volgo aveva ben misera e spregevole opinione, molti, i più, essendo quelli tra essi che conducevan per le vie della capitale inglese la loro miseria infinita suonando i luridi organetti di Barberi a, accattando un soldarello con delle canzoni stanche o inchinandosi ai più umili mestieri. S'avrebbe a dire di quei signori blasonati e fastosi che, come gli Hollands, aprivano i battenti dei lor palazzi, l'intimità della lor famiglia e il for­ziere della loro potenza agli umili apostoli pellegrini della indi­fesa, tradita e avvilita nazionalità italiana; s'avrebbe a dir di quei pensatori accigliati, corrucciosi e pontificanti che, come il Carlyle, buttavan la penna ancor rovente dei lor sublimi pen­sieri a segnare nella bilancia dei giudizi il peso della incorrotta e incorruttibile onestà italiana (e si vegga lo scandalo originato per l'apertura delle lettere del Mazzini); s'avrebbe a dir di quelle anime tepide e caritatevoli che, come la signora Hunter per Agostino Buffi ni e la signora Carlyle per Mazzini, opera­vano il miracolo di far risorgere attorno agli esiliati il tepido calore d'una casa, d'una famiglia, d'una mamma. Lungo, note­vole, nobile elenco che non possiamo far qui per disteso e