Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
<
1934
>
pagina
<
1384
>
1384
Alfredo Orbetello
curato interpellanze in parlamento, lettere ai giornali (e si ricordi quella rovente del Carlyle al Times) e attacchi e difese sui principali ebdomadari e periodici (non va dimenticato l'articolo taglientissimo del Panizzi Mazzini and The Post Office apparso sulla North British Revieiv del novembre 1844); il pubblico inglese che si faceva gradualmente sensibile a tante prove di patriottismo segnate col sangue e con l'esilio, accolse benevolmente l'indirizzo dettato da indigeni per la sua indigena mente. Settemila copie furon distribuite e vendute anzi la fine dell'anno. Cifra enorme se si pensa che contemporaneamente la società andava pubblicando e diffondendo a intervalli degli opuscoletti educativi nei quali venivan distribuite le più disparate notizie sulla questione italiana, e ogni mese una memoria della propria attività che aveva pur essa officio d'educazione e illuminazione del lettore non conscio né istruito degli scopi della istituzione. Tanto era però venuto propagandosi e rafforzandosi il suffragio degli amici dell'Italia, che, sempre nel 1851 costoro rivolsero, attraverso il consociato Mr. Duncombe deputato di Finsbury, una interpellanza al parlamento contro la continua occupazione francese di Roma. E non solo: nell'autunno essi erano in grado di apprestare un fraterno e cordiale ricevimento ai lavoratori piemontesi che eran venuti a Londra in visita alla grande esposizione e, ripartendo, avevano indirizzato una lettera aperta di ringraziamento per tanta fratellevole accoglienza; lettera ch'ebbe il posto d'onore nei giornali filo-italiani.
Uscita così ad agir pubblicamente e a sostituirsi finanche all'autorità politica e municipale di Londra nella delicata funzione di dar il cordiale benvenuto e l'ospitaliero cameratismo a visitatori stranieri, la Society of the Friends of Italy pensò di dovere accogliere entro alle sue già cospicue file altri adepti ed altri attori. E sempre nell'autunno dello stesso anno di grazia 1851 spediva il suo zelante segretario a istituir sezioni e sottosezioni nella Scozia. Facile era e doveva essere qui l'azione d'un antico membro della fratellanza edimburghese di sempre cocente e toccante rufoniana memoria, tanto più che ora il comune fratello ed amico Agostino era laggiù in Italia alle prese col male terribile che doveva di li a poco annientarlo e scriveva lettere rade ma colme d'amore e rimpianto; facile doveva riuscire a David Masson riordinar le file dei vecchi amici e fratelli