Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1934
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pagina
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1386
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1386 Alfredo Orbetello
non badavan pur anco agli scrìtti intesi a spiegare, a prò- F muovere l'interesse e lo stadio della questione italiana promossi e diffusi dalla loro associazione, che cosa si poteva sperare di ottenere da azioni singole e disordinate? Fu così che si formulò in una seduta del comitato direttivo un piano arditissimo per ottenere intanto d'esser riconosciuti ed ascoltati: ogni membro avrebbe dovuto scrivere una lettera nella quale raccoglieva in nuce e dimostrava brevemente gli scopi della Society: tal lettera doveva essere poi data a qualche amico fedele perchè venisse impostata nelle più disparate città della provincia. Così facendo, si pensava, i giornali che si vedevan fatti segno da tanti volenterosi propagandisti, avrebbero cominciato seriamente a considerar che non si trattava di una società di pochi e tepidi e insignificanti. E, dinnanzi a un dato di fatto sì accertato, avrebbero reputato lor utile, se non loro dovere, di mutare opinioni in proposito. Ma il segretario scozzese, pratico, solido e sobrio come una delle nude e massiccie montagne del suo paese, disse agli amici che lo interrogavano del suo indefinibile silenzio : non è vero. E il detto vago ma espressivo rivelò agli Inglesi, che, come spesso nella loro storia, avevan troppo amato un passo futile e fallace che, se compiuto, non avrebbe loro recato alcun vantaggio. E non lo compierono.
Stava dietro alla società, non come nume tutelare, poiché sempre la vigilava il senso pratico del Masson, ma come dili-gentissimo e utilissimo fornitore di notizie e idee sull'Italia e gli avvenimenti italiani il Mazzini. Nel primo record mensile apparvero anzi chiaramente definiti i rapporti dei Friends of ltaly coll'agitatore italiano. Si poneva esplicita la propria indipendenza di giudizio e libertà d'azione vuoi nel presente che nei futuro: al signor Mazzini, considerato ce un uomo giusto e nobile ch'aveva già operato in maniera che la sua patria non poteva non benedire il suo nome , si dava semplice funzione di informatore: funzione ch'egli era ben degno e ben capace di compiere e per la dignità del carattere e per la copiosità della suo quotidiana cognizione ed esperienza dei fatti del suo paese. Cosi avveniva che o nelle riunioni serali in casa Stansfeld dove rado era che mancasse il viso assorto e la persona austera del pallido genovese che oltre a numerosi sigari e a numerose tazze di caffè consumava animatamente i suoi pensieri o per mezzo dì minuscoli pezzetti di carta che venivano da lui impinzati di