Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1392>
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1392 Carlo Zaghi
ciò che tenne fino al giugno 1796, quando fa dichiarato giudice ordi­nario della città e provincia.
L'occupazione francese trovava quindi Grazio Ronchi in uno dei primi posti della magistratura cittadina.
Quanto egli ha fatto sotto la Repubblica Cispadana e la prima Cisalpina, come deputato al Congresso cispadano, come membro del comitato sugli ecclesiastici (5), come giudice dei comizi decurionali indetti il 21 aprile 1797 per l'approvazione della Costituzione cispa­dana, come giudice del Tribunale civile del Dipartimento (9 aprile 1797), amministratore del patrimonio ex gesuitico, segretario del­l'università e professore sostituto di diritto costituzionale; è docu­mentato da una interessantissima memoria apologetica che abbiamo ovato la fortuna di rintracciare tra le carte personali del Ronchi medesimo.
Esso è un caratteristico documento dell'epoca.
Nel 1799, fiaccata la resistenza francese, l'esercito austro-russo invadeva la Cisalpina, istaurava provvisorie Reggenze di Governo e si dava a perseguitare, contro i patti conclusi, tatti quelli che avevano aderito ai Francesi.
H 29 maggio e nei giorni successivi vennero arrestati in Ferrara il Boldrini, il Costahili, il Massari, il Guidetti, il Gallizioli, il Monari, il Bianchini, il Campana ed altri repubblicani. L'ex conte canonico Giovan Battista Masi e il dottor Camanzi, chiusi nel convento dei Cap­puccini, furono obbligati a firmare una ritrattazione del giuramento cisalpino e di quant'altro avevano fatto o detto nel periodo rivolu­zionario. Molti tra i giacobini più accesi riuscirono a fuggire. Gli impiegati che avevano perduto il posto per non aver prestato il famoso giuramento, furono rimessi in ufficio; si ristabilì la censura sulla stampa, si abolirono le leggi civili e criminali emanate dopo il 21 giu­gno 1796 e si sostituirono con le precedenti ; si istituì una congregazione sopra i beni ecclesiastici incamerati dal passato governo; si bruciarono tatti i libri, le carte, gli scritti democratici; si processarono e si ban­dirono molti; altri fuggirono, altri vennero deposti dall'impiego o dalle cariche che coprivano. Così avvenne di Rocco Duo, sacerdote
(5) Ecco la lettera di nomina del 28 gennaio 1797 dell'Amministrazione cen­trale: a Abbiamo troppo in veduta le vostre cognizioni ed il vostro zelo per la patria per procurare d'impiegarlo. Voi siete stato a pieni voti eletto individuo del comitato sugli ecclesiastici. Crediamo che l'amor vostro patriottico accoglierà queste nostre determinazioni e che vi presterete di buon grado al disimpegno delle fun­zioni alle quali siete destinato (Ardi, ex Lcgaz. Ferrara). H Ronchi rinunziò però alla carica quasi subito.