Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno
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1934
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pagina
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1395
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Grazio Ronchi Braccioli, deputato al Congresso Cispadano 1395
Alcune delle bricconerie di Ronchi, scrive il 20 agosto ad Antonio Zuccari in Ferrara, mi hanno obbligato a prendermi il santo e penoso pensiero di smascherarlo. Sono due mesi che io mi travaglio per illuminare la giustizia dei superiori sulle tiranniche prevaricazioni di codesto malvagio, e di qualcun altro. Ho rotto il ghiaccio, e non poco; ma resta un gran torbido da purificarsi. I costui raggiri sono infernali, ma l'ho afferrato per la gola, e il lupo non mi scappa, né io il lascierò finche non rabbia tradotto sotto la scure dulia giustizia. E mi move a questa santissima opera la carità della patria e l'onore di mio fratello, a cui egli ha tentato di far molto danno, e il concorde lamento di tutti i buoni.
Io sarò in Ferrara al primo del mese di settembre e non senza un perchè. Oh potessi io trovare un'anima illuminata ed onesta che sapesse rivelarmi le piaghe che afili ggono l'infelice nostro paese e somministrarmi dei lumi chiari e sicuri 1 Verso li sei dell'entrante deve passare per Ferrara il ministro dell'Interno. Egli è uomo che ama e cerca la verità e che mena la spada della giustizia colla benda sugli occhi. Io mi propongo di mettere a profitto questa fortunata occasione, e di scoprirgli senza riguardo tutte le ribalderie di cui potrò acquistare la cognizione.
insomma, con queste voci l'avversario e i loro aderenti, onde riesca tanto pia sonora l'improvvisa loro caduta.
Mi scrivete che non si trovava notaro che si arrischiasse di legalizzare attestati contro Ronchi. Sarebbe bene che io ne avessi una prova qualunque siasi. Gioverebbe ancora mandarmi l'attestato delle violenze usate da Massari contro i molini de' Mentisti, e mettere in chiaro la comunione d'interessi ch'egli ha con Nasi e con Ronchi su questo punto. Rileva, insomma, il far conoscere minutamente tutte le loro cabale e documentarle per quanto si può, e se mi mandarete un dettaglio ragionato delle diverse ingiustizie commesse da Ronchi con abuso di potere e con lamento di tutta la popolazione, io spero che gli faremo fare un bel salto, perchè torno a ripetervi ciò che mille volte vi ho detto e scritto: il Principe punisce severamente le mancanze de' Magistrati: ma bisogna provarle. Quelle poi di Ronchi sono tante e sì solenni, che non v'ha bisogno di molto sforzo per compilare un piccolo commentario. Giacché ci siamo messi in ballo, finiamo dunque di levar la maschera a codesto impostore, e liberiamo il povero nostro paese dalla tirannia di un tristo che fa tanti infelici e tanti malcontenti sotto un Principe così buono, a cui basta aver il coraggio di esporre francamente la verità. Massari e Contami fanno di tutto per sostenere il dispositivo di Ronchi, ma nò Contami, ne Massari, né il diavolo con tutto l'inferno lo salveranno se gli oppressi alzeranno la voce della ragione; e se finora il Gran Giudice è rimasto sospeso, non è ch'egli sia capace di tradir la giustizia, ma gli e che Ceccarelli mal pratico delle discipline organiche, ha sbagliato nell'ordine fin da principio, e i suoi errori son quelli che hanno ritardato la giustizia che si domanda... Se i Montisti da Roma faranno dei passi, tanto meglio, e debbono farlo perchè tra essi essendo entrato il Demanio Imperiale siccome erede dei luoghi pii che formano porzione dei medesimi, quel Demanio non sarà, spero, sì negligente da trascurar questo affare, e permettere che una compagnia di sudditi ladri rubi alla Cassa Imperiale, alla Cassa del medesimo loro Sovrano. Questo è un gran punto e bisogna saperlo mettere a profitto, onde far rivomitare a Ronchi tutto il rubato, e condannarlo alla rifazione di tutti i danni dolorosamente cagionati al Monte Uentivoglio, di cui ora fa parte lo stesso Imperatore. E dico dolorosamente, perche tenete per certo che la mira di Ronchi e Massari si- era quella di ridurre i Montisti alla disperazione, onde obbligarli a vendere a rotta di collo i loro fondi per poi inghiottirseli Massari e Ronchi. Ma non vi riusciranno (Epistolario eli. Ili, pp. 377-378).