Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno
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1934
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pagina
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1396
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1396
Carlo Zughi
Gliene ho fatta la solenne promessa, ma ho bisogno d'istruzioni e di prove, e conto sulla vostra attività ed onoratezza. Preparatemi dunque le informazioni, e zitto (11).
Ma la sfuriata del Monti non dovette avere eertamente conseguenza alcuna per il Ronchi, perchè risulta che questi conservò la carica di presidente della Corte di Giustizia fino alla caduta del Regno Italico.
Col ritorno però dell'antico governo, il 18 luglio 1815 fu destituito dalla carica. Nel riordinamento generale e nel ripristino delle vecchie amministrazioni e dei vecchi impiegati, il passato del Ronchi non poteva non deporre a suo danno. H titolo di barone ora diventava un demerito. Fors'anche tornarono a galla le antiche accuse scagliategli dal Monti.
Comunque sia il Ronchi aveva ragione di temere di non vedersi confermato nell'alta carica giudiziaria fino allora coperta.
Per questo affidò all'antico discepolo Flaminio Baratelli, che nel '98 aveva ottenuto il primo premio negli esami di diritto costituzionale, e che allora godeva di un grande favore presso la corte di Roma e le autorità austriache, di appoggiarlo presso la Segreteria di Stato e fargli avere di nuovo l'ambita carica, o, se non era possibile, di fargli ottenere un qualsiasi altro impiego presso il Tribunale o la Legazione di Ferrara, per non far credere agli avversari ch'egli era stato messo da parte dal Governo pontificio. Si trattava insomma, per lui, di una questione di dignità e di prestigio, più che del bisogno di occupare un impiego vero e proprio.
Come la famosa spia austriaca si sia adoperata per accontentare il suo antico maestro di diritto costituzionale, è documentato esaurientemente dalla corrispondenza che pubblicismo in appendice, notevole anche per farsi un concetto della posizione che allora occupava il Baratelli.
H Baratelli era allora all'apice della potenza e degli onori.
Dopo un perìodo di fervore rivoluzionario e demagogico e la stampa di vari discorsi tenuti al Circolo costituzionale di Ferrara inneggianti alla libertà dei popoli e all'educazione dei giovani per farne soldati dell'ideale e della patria risorta; e dopo aver coperto sotto la seconda Cisalpina le cariche di membro dell'Amministrazione ambulante del
(11) Epistolario, IH, pp. 380-381.