Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno
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1934
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pagina
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1397
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Orazio Ronchi Braccioli, deputato al Congresso Cispadano 1397
Basso Po e m Commissario organizzatore del Dipartimento; avendo perduto l'impiego per irregolarità amministrative, il Baratelli si era dato ad esercitare l'avvocatura in Ferrara, non sfuggendo però a gravi accuse di peculato e di falso. Attivo, intraprendente, dotato di una sveglia intelligenza, riuscì ad Ottenere per qualche tempo l'amministrazione della tenuta della Mesola, che abbandonò nel 1813 col sospetto però di aver alterato documenti e simulato contratti. Abbandonato dal governo napoleonico per la sua torbida attività, si gettò a capofitto dalla parte avversaria, e tanto seppe fare e brigare che riuscì ad entrare nelle buone grazie dell'Austria, sì che nel novembre 1813, al ritomo delle truppe imperiali, fu eletto Commissario generale di polizia presso il Quartier generale austriaco, e segui a Parma il tenente maresciallo Niigéitit; ma anche là fece sorgere gravi sospetti di poco corretto amministratore.
Più tardi ricevè Pio Vii, di ritorno dalla Francia, agli avamposti imperiali situati sul Po, e ricevette dal Nugent, suo protettore, l'incarico di disporre quant'era necessario per rendere libero e sicuro il viaggio del pontefice a Roma (marzo 1814): per questi servigi fu dal Papa nominato cavaliere con la promessa di maggiori ricompense quando fossero state restituite le Legazioni alla Santa Sede.
Alla metà di luglio del 1814, dopo aver sbrigati vari incarichi, venne chiamato a Vienna dal Nugent per provare che Gioacchino Murat aveva mancato proditoriamente a tutti i suoi impegni verso le potenze alleate e che anzi aveva tentato di tradire l'Austria e d'impedire al Papa di ritornare nei propri stati (12).
Portatosi a Roma per raccogliere colà e nelle Marche alcuni documenti necessari al suo assunto, ebbe parte nelle trattative riguardanti il Murat e nell'ottobre, di ritorno a Vienna, era latore di lettere del card. Pacca per il Consalvi. Più tardi, nella sua memoria 'autoapologetica, redatta dopo la rivoluzione del 1831, il Baratelli rivendicherà alla sua iniziativa, come titolo d'onore, il fatto di avere sostenuto la proposta Nugent di stabilire un diritto di guarnigione austriaca nelle fortezze di Ferrara e di Comacchio; come difatti avvenne.
La cosa dovette certamente indispettire il Consalvi, che il 14 giugno del 1815 non aveva mancato di avanzare una formale protesta, a nome del Pontefice, contro questo articolo (il 103 del trattato), la quale venne poscia inserita nel protocollo degli atti del Congresso.
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(12) Cfr. il volume scritto dal BABATELU: Memorie sulla condotta politica militare tenuta da Gioacchino Murat, Italia, 1815.