Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1398>
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1398
Carlo Zughi
Rientrato in Italia col grado di Commissario generale pontificio per riorganizzare la polizia segreta nelle Romagne e nelle Marche, poco dopo il Barateli i fu inviato a Roma con credenziali del Comando austriaco per conciliare con la Giunta di Stato le misure necessarie a garantire gli interessi della Santa Sede nella circostanza che un corpo di truppe imperiali entrava nei domini della Chiesa. Di ritorno da Napoli, ove aveva accompagnato il Nugent, nell'agosto del 1815 si fermò lungamente a Roma cooperando validamente a dare alla mo­narchia pontificia (narra nella sua memoria) quelle istituzioni, che nella parte morale politica amministrativa e giudiziaria rendevansi, a parer mio, necessarie a stabilire la monarchia stessa sopra basi le più durevoli e prosperose, cosi in relazione agli interessi del trono che dei sudditi (13).
In seguito il Baratelli fu Commissario generale di polizia presso il Quartier generale austriaco all'epoca della rivoluzione di Napoli (1821), organizzatore di un vastissimo servizio di spionaggio per conto dell'Austria nelle Romagne e nelle Marche allo scopo di prevenire ogni sommossa; riorganizzatore attivissimo della polizia segreta austriaca in Italia dopo le rivoluzioni del 1831; ma nel 1843, rinne­gando del tutto la sua nazionalità, cadde in disgrazia del Governo pontificio perchè convinto di maneggi intesi ad ottenere il passaggio delle Legazioni sotto il dominio di casa d'Austria. Morì pugnalato a Ferrara nel giugno 1847, esacrato da tutti.
A questa triste figura d'italiano, nel 1816 tanto in auge presso la corte di Roma, il Ronchi (e non solo lui, ma anche il Boldrini, il Cicognara ed altri) commise la difesa delle sue aspirazioni. Ma le pre­mure del Baratelli e l'appoggio di alte personalità, ch'egli sollecitò per accontentare il suo antico maestro, non approdarono sul momento a nulla di concreto, dinanzi all'irriducibile avversione della Segreteria di Stato e del cardinale Consalvi.
Nella restaurazione e nella riorganizzazione infatti dei magistrati della provincia di Ferrara, il Ronchi venne escluso dalla carica di presidente del Tribunale, mentre Giulio Cesare Ferrarmi, che, come
(13) Sol Baratelli cfr. particolarmente: PATRIZIO ANTOMNI, Memoria autoapo­logetica di F... B... ferrarese, Commissario generale di Polizia, W13-LH33, in Atti dèlia Deputazione Ferrarese di storia patria, XIII, 1901, pp. 165*286. Cfr. anche: Carte segrete della Polizia austriaca in Italia, Capolngo, 1851, II, pp. 278 segg. Sulle vicende del Baratelli m'intratterrò prossimaménte più a lungo allo luce di nuovi documenti.