Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
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1934
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1400
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1400 Carlo 'laghi
MEMORIA APOLOGETICA DELL'OPERATO DI GRAZIO RONCHI
All'arriva dei Francesi in Ferrara (16), l'an. Ronchi, che da diversi anni s'occupava nei Tribunali, si ritrovava luogotenente e consultore del Magistrato della città, di cui, secondo le leggi qui vegliami, esercitava esso la giurisdizione civile e criminale. Al giungere delle armi suddette parti il luogotenente civile della Legazione, ed il Magistrato, che prese le redini provvisorie del Governo, consolidò nell'avv. Ronchi, suo luogotenente, anche la giurisdizione civile che esercitavasi dal detto ministro della Legazione*
E siccome gli affari della città erano già da quasi tre anni sotto la consulta dell'avv. Ronchi, ed il cardinale Pignatelli. allora Legato, lo aveva destinalo anche segretario della Congregazione di -stato, che coll'oracolo di Roma s'era fissato per la temuta invasione dei Francesi, fu chiamato dopo l'ingresso di questi l'aw. Ronchi dal Magistrato ad assistere alle sue adunanze; Io che esso accettò caricandosi però dei soli affari economici e giudiziali già da lui iniziati.
All'arrivo dei Francesi adunque in Ferrara le occupazioni che ebbe l'avvocato Ronchi dal Governo furono di fare il giudice ordinario, e di assistere col suo consiglio gli affari economici e contenziosi della città.
(16) Il 21 giugno 1796, occupata Bologna, il generale Bonaparte ordinò per lettera al Legato di Ferrara, card. Pignatelli, al giudice dei Savi, marchese Todeschi, e al castellano della fortezza, Manciforte, di recarsi a Bologna entro la mattina del giorno seguente per ricevere suoi ordini. Ma mentre il Giudice dei Savi, dichiarato reggente della città in nome della Repubblica Francese, poteva ritornare in Ferrara la sera stessa, gli altri due furono trattenuti in Bologna. Nella notte parti per Roma il vice Legato La Greca, e il 22, radunato il Consiglio generale, il Todeschi, i Savi e i consiglieri giurarono fedeltà alla Repubblica Francese, salva la religione, la proprietà e le persone; poi si abbassarono le armi del Papa e si chiusero i tribunali. Nello stesso giorno arrivò un commissario francese con 10 dragoni, che provvide ad inventariare le artiglierie della fortezza; e nel pomeriggio del 23 entrò in Ferrara, per la porta di S. Paolo, il generale di brigata Robert con un corpo di mille uomini tra fanti e dragoni. Il suo primo decreto fu l'espulsione dalla città e provincia di tutti i secolari e sacerdoti regolari che ivi s'erano rifugiati, nonché dei forestieri che non avevano legittimo passaporto o non avevano stabile residenza. Successivi decreti imposero ai cittadini di consegnare tutte le armi da fuoco e da taglio entro le 24 ore; il disarmo e il trasferimento a Modena di tutte le truppe pontificie; l'occupazione dei feudi, dazi ed appalti camerali, una contribuzione di 4 milioni di lire tornesi da pagarsi in 15 giorni; la requisizione nelle chiese e nei monasteri degli ori e degù argenti e la spogliazione del ricco monte di Pietà. Cfr. A. Foizzi, Diario, a cura di C. Laderchi, Ferrara, Servadio, 1857, pp. 5 segg.;;, G. ANTOLIUT, Ferrara negli ultimi anni del sec. XV111t in Atti detta Deputazione Ferrarese di storia patria, XI, 1899, pp. 49 segg.; V. Fio-IIXNT. Catalogo illustrativo dei libri, documenti ed oggetti esposti dotte provincia dell'Emilia e dette Ramaglie nel tempio del Risorgimento italiano, Bologna, Zaino-rani e Albertazzi, 1897, voi. H, parte I, pp. 505-506, 514 segg.; CARLO ZAGHI, Nuovi documenti sul card. Mattai e le sue relazioni' con Bonaparte a la Repubblica Cisalpina, Ferrara, ed. Nuovi Problemi , 1933, pp. 7 segg.; Id., Il generale Augereau, il cardinale Chiaramonti e il sacco di Lugo, in Nuovi Problemi, V, 1934, p. 286 segg.