Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno
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1934
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pagina
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1402
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1402
Carlo Zaghi
di fatti trovato le armi austriache senza vermi discapito quel luogo. Ma i beni ex gesuitici furono invasi dai Francesi, perchè vennero considerati beni del sovrano, e si minacciò anche di una visita domiciliare l'amministratore, perchè si supponeva la cassa presso di lui. Ma questi fece vedere che la cassa era nel Monte, e che i" Francesi l'avevano già avuta col residuo denaro che era in qnel pio luogo, e che poi i beni dei gesuiti non erano già a comodo della Camera di Roma, ma che questa li amministrava per versarne' le rendite a prò* dei poveri ex gesuiti, a mantenimento delle chiese e all'alimento dell'educazione; e questi motivi indussero il comando francese a rilasciarli, e sebben un nuovo comandante li levasse anche posteriormente, furono però restituiti di nuovo all'aw. Ronchi, ed ebbe il contento di poter compitamente soddisfar gli utili oggetti relativi a detta azienda.
Tali erano le cose rispetto all'aw. Ronchi quando cessò l'ingerenza del Magi* strato della città negli affari del Governo e quando fu organizzato un governo militare diretto da una Amministrazione destinata dai Francesi (21). Da questa non fu fatta nessuna rinnovazione né sul Tribunale, né sugli impieghi di segretario dell'università e di amministratore ex gesuitico, esercitati dall'aw. Ronchi,
Il primo soffrì per qualche crisi perchè, volendosi dalla detta Amministrazione stabilire nell'università nna cattedra di diritto costituzionale democratico e volendo destinare a quella cattedra l'ab. Compagnoni, deciso patriotta e mal accetto per le sue massime alla città, chiamò l'aw. Ronchi i Riformatori ad opponisi, ed essi appoggiarono colle loro firme gli scritti diversi da Ini fatti per declinar questa provvidenza, e che non riuscì peraltro, giacché un ordine assoluto troncò ogni disputa, e la forza fece purtroppo tacer la ragione (22).
(21) Con decreto 1 ottobre 1796 (pubblicato soltanto il 4) il commissario Saliceti abolì il Consiglio centumvirale di Ferrara e istituì in sua vece l'Amministra-rione centrale del Ferrarese, composta di 16 membri indistintamente presi dalla città e campagna. I cittadini erano i seguenti: Carlo Bentivoglio, Giuseppe Ran-goni, Gio. Battista Costabili, Antonio Massari, Domenico Gallizioli, Camillo Bevilacqua, Gio. Battista Boldrini, Luigi Guidetti, Antonio Bonafede, Luigi Tavecchi, Giacomo Filippo Garavini, Francesco Palanchini, Cap. Tellarini, Gio. Mattia Anic-chini, e dott. F. Marzari. Le funzioni prowisore dell'Amministrazione erano esercitate colla sopraveglianza dell'agente militare francese, e riguardavano principalmente l'incasso e il riporto delle contribuzioni dirette e indirette, la conservazione delle strade e degli argini, la sorveglianza sulle Municipalità, la sussistenza delle popolazioni. Aveva anche l'obbligo di vigilare sulla polizia e la condotta degli ecclesiastici e regolari. Non poteva deliberare che col numero di otto membri; e doveva rendere conto ogni decade delle operazioni al Commissario di governo per mezzo dell'agente militare residente in Ferrara. I membri dovevano essere decorati di una sciarpa bleu e bianca da portarsi a bandoliera. Raccolta di tutti li bandi venuti fuori sotto la Repubblica Francese (Ferrara, Bibl. Com.), v. IH, n. 1; S. -PrvANo, Albóri costituzionali d'Italia, 1796, Torino, Bocca, 1913, pp. 289-296.
(22) II decreto d'istituzione della cattedra di diritto costituzionale cispadano e gius pubblico universale , in luogo di quella di gius pubblico e di pandette, è del 31 marzo 1797. Comunicato il 4 aprile ai Riformatori dell'università, questi, avverai la maggior parte alla nuova cattedra, giudicarono che la deliberazione della Amministrazione non era costituzionale. Ma l'Amministrazione, la quale sapeva ehe sotto le parvenze di unu opposizione legale, si nascondeva un'avversione poli* lieo, Insistette nel suo divisamente.. Il 22 aprile fece stampare il decreto, e il 25