Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1404>
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1404 Carlo Zaghi
ricusasse in ogni maniera (24), un ordino peto assoluto speditogli con lettera del governo lo obbligò a partire nel mese di gennaio, quantunque non rimesso in salute. Andò esso di fatti a Modena, ma nessuna parto volle prender nel Congresso, che non sentì mai la sua voce, né mai vide i di lui caratteri ; anzi, volendosi quasi a forza l'avvocato Ronchi a presidente del Congresso all'occasione che doveva colà giungere Bonaparte, si sentì deciso di partire se voleva violentarsi a tale rap­presentanza.
Pubblicata la Costituzione cispadana furono tenuti i comizi; questi elessero Paw. Ronchi fra i giudici civili del Dipartimento ferrarese (25), impiego che
(24) L'assenza di deputati ferraresi dalle sedute del Congresso fu molto sentita dalla rappresentanza che vi prese parte, ed influì non poco sulle decisioni che si presero, quando specialmente si dovette lottare contro la maggioranza bolognese per il riconoscimento di diritti e di privilegi economici che al dipartimento di Ferrara stavano sommamente a cuore. Il Delfini, il Boldrini, il Compagnoni, il Sacchetti ed altri si lamentarono più volte con l'Amministrazione centrale di questa inferiorità numerica, che minorava legalmente e moralmente l'autorità della rappresentanza ferrarese, e l'Amministrazione cercò di rimediare ai vuoti o nomi­nando sostituii, o costringendo i renitenti ad intervenire alle sedute del Con­gresso. H Ronchi fu tra questi. Avvicinandosi l'apertura del secondo congresso di Modena, il 14 gennaio l'Amministrazione gli scriveva: La patria ha sofferto per la vostra mancanza al congresso di Reggio. Il congresso di Modena si apre il 20 del corrente, Vinteresse pubblico vi chiama colà ad aver parte alla Costituzione, che deve assicurare la libertà e la felicità della Repubblica Cispadana. Noi ve ne preveniamo, persuasi che la malattia, la quale v'impedì di secondare il voto e la fiducia del popolo, sia felicemente sparita, e che voi possiate liberamente eseguire la vostra missione . E il Ronchi di rimando : Il mio incomodo non è, pur troppo, cessato. Alcuni dolorosi risalti reumatici sofferti nei passati giorni mi obbligano ad una cura periodica, die sto attualmente facendo. La sincera brama di servir al pubblico interesse, e di secondare la generosa fiducia de' miei concittadini non mi avrebbe forse trattenuto dal rispondere con prontezza all'invito fattomi per il con. gresso di Modena il dì fissato, ma il medico ne disconviene onninamente, e giudica azzardoso troppo alla mia salute il passo nell'attuale sistema di cura. Tanto esso è pronto di contestarvi, cittadini, quando vi piaccia. Malgrado ciò, se una più ferma solute mi metterà al caso, come desidero, di servire la patria nell'accennato Con­gresso almeno dopo le prime sedute, io sono e sarò sempre alle disposizioni vostre e dei cittadini condeputati. Offro quanto posso. Ogni cenno mi sarà legge, lo ne starò in attenzione. Vi ripeto salute e rispetto . Ma l'Amministrazione non era soddisfatta della giustificazione. H giorno stesso tornava alla carica con la seguente lettera, la quale doveva ottenere l'esito desiderato: Non è senza fondamento la nostra speranza che voi siate per essere al congresso di Modena. Voi amate la vostra patria. Voi sentite i sacri doveri die vi legano alla medesima. Superate le preven­zioni e i timori. La vostra salute si consoliderà maggiormente una volta che l'anima vostra si riempirà del sacro entusiasmo del patriottismo. Noi mettiamo tanto prezzo ne* vostri lumi e nella vostra facondia, che v'abbiamo già fissato nel catalogo dei deputati ferraresi, parendoci di tradire gl'interessi della Repubblica Cispadana e la vostra gloria se pensassimo a trovarvi nella oscura mediocrità di un sostituto. Dopo dò consulterete con voi slesso se vi converrà essere in Modena ai 20, o qualche (Storno dopo . Convenne ubbidire. Alla fine di gennaio infatti U Ronchi si trovava a Modena e partecipava ai lavori, del Congresso, dal quale doveva uscire la Costi­tuzione cispadana.
(25) Come abbiamo accennato, nell'aprile 1797 il Ronchi fu eletto giudice nei comizi decurionali indetti per l'approvazione della Costituzione cispadana.