Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1406>
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1406 Carlo Zughi
Ottenne egli colà più di quello che in un dissolto totale poteva lusingarsi. Ebbe l'ordine per il rilascio di una porte delle rendite; <e siccome era stato violentato dai Romagnoli che volevano levargli gli archivi portati già con destrezza, all'in­gresso de* Francesi, in casa sua, ed ivi custoditi fino a quel punto gelosamente, cessò anche ogni ultcrior alto violento a questo rapporto. Ma nell'atto che l'im­pegno dell'avv. Ronchi era rivolto a salvare l'educazione della gioventù, Panate Compagnoni, professore di gius democratico, vien chiamato a Milano.
Gioiva il paese di vedersi levato un uomo che per il contegno della sua scuola e per le esternate massime era esacrato dai buoni, ma trepidava ciascuno di veder rimpiazzato un soggetto, che equivalesse a quello che andava a mancare. Molte oneste persone furono appresso l'aw. Ronchi perchè prevenisse tanto male offren­dosi esso di supplire interinalmente quella scuola, ma poco pratico Taw. Ronchi di tali materie e niente geniale delle medesime, si rifiutava a tali insinuazioni. Il sig. prefetto degli Eludi però, il sig. abate Monteiro, celebre per le sue cogni­zioni e per le virtù che l'adornano (29), il quale favorisce l'aw. Ronchi di sua amicizia, lo stimolò esso pure a tale impresa, e gli promise la sua direzione. Allora l'aw. Ronchi si arrese, a condizione peraltro di non riceverò per tale titolo nessun emolumento (30).
(29) L'abate Ignazio Monteiro, spagnolo, fu per moltissimi anni prefetto degli studi. All'ingresso dei Francesi fu deposto dalla carica, che riebbe poi durante la reazione del 1799. Nel 1789 era stato nominato professore di eloquenza all'uni­versità. Nella Biblioteca Comunale si conservano molte lettere a lui dirette relative alla riforma degli studi.
(30) Nominato, con decreto 18 nebbioso anno VI (9 novembre 1797), membro del Gran Consiglio della Cisalpina, il Compagnoni il 28 nebbioso (19 novembre) ne dava comunicazione ai Riformatori dell'università. Quasi contemporaneamente il Commissario del potere esecutivo, G. B. Boldrini, preveniva della cosa il Diret­torio di Milano, affinchè procedesse alla nomina di un sostituto, che indicava nella persona dell'avv. Ronchi, a Considerando io (scriveva), che voi avete in addietro sapientemente sottratto l'ingerenza nelle cose dell'università dall'Amministrazione centrale, massime in vista delle particolari cabale in alcuni de' suoi membri vigenti contro le provvide misure sotto U Governo provvisorio prese ad amplifi­cazione degli studii, fra' quali era la principale l'istituzione della cattedra assegnata al cittadino Compagnoni: considerando die il riportare la sostituzione ai Rifor­matori sarebbe stata cosa di equivoca probabilità, poiché la maggiorità dei mede­simi non eviterebbe l'intrigo de' nemici de* buoni principili che altronde non è nella università fra i sostituti ai professori alcuno veramente atto a proseguire la scuola tenuta dal cittadino Compagnoni, né alcuno tra essi è in diritto di continuare le lezioni del medesimo, perchè di scuola e materia tutta nuova; a debito dell'of­ficio mio ed eccitamento del cittadino Masi, unico negli attuali Riformatori che sia deciso amico del nuovo ordine e fra essi veramente attivo e zelante e persuaso della urgenza del caso, credo opportuno alta istanza per la nomina sollecita di un sosti* tuia aggiungervi l'indicazione del cittadino avv. Grazio Ronchi, uno de' giudici del Tribunale civile del Dipartimento e segretario dell'università, come uomo di maturo criterio, di amore allo studio e di giusta stima della importanza della scuola in questione. Egli e fttìifa piena disposizione di accettare l'impegno, servendosi del libro, e successivamente degli scritti del cittadino Compagnoni, ed ha tutto il fon­damento di riuscire grat issi ino agli alunni, che frequentano la scuola . Il Direttorio annuiva alla proposta e 11 24 dicembre 1797 l'Amministrazione centrale ne dava