Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
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1934
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1408
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1408 Carlo Zughi
Ma al gennaio dell'anno 1798 venne intimalo a tutti i funzionari il giuramento civico. Il rifiuto del tribunale di Cassazione dato poco prima dall'aw. Ronchi, malinteso a Milano; la circostanza di trovarsi a quel punto impiegato, le sordi voci di minacciare conseguenze alla famiglia, posero nella massima agitazione l'avvocato Ronchi. Corse esso dal Commissario del governo (32) e gli disse che voleva disimpegnarsi da tale atto. La fredda risposta avuta chiamò l'avvocato alle più serie riflessioni. Fermo di non mancare mai ai suoi doveri verso la religione che professa, gli si presentava a tormentarlo una serie d'infortuni che eran minacciati alla di lui famiglia da un rifiuto. Corse egli allora ad una persona religiosa d'illibato carattere, di molta dottrina e di applaudita opinione, e manifestatogli la sua angustia chiese il suo consiglio dicendogli: mi fido a lei, e tenga bene che, dipendendo io da una materia, che non è d'ispezione mia, dal suo consiglio, m'intendo che resti ella sola debitrice a Dio del mio contegno in questa circostanza. Spiegò l'aw. Ronchi in più consulti le difficoltà che gli nascevano, ma dopo aver il consultato soggetto risposto parte a parte ad ogni obbietto, disse all'avv. Ronchi che ai prestasse pure a quell'atto che né offendeva con la sua religione, né faceva torto ai doveri di un uomo cattolico. Questo deciso sentimento, a cui sentì l'avvocato Ronchi che si segnavano molti altri soggetti per sapere e per probità applaudi tìssimi, lo indusse a cedere, ma andava facendo sentir ai suoi amici il di lui malcontento per preparar destramente la ritirata, della quale era esso smanioso sommamente (33).
Ma il valor delle armi imperiali cominciò ad avvicinare a noi le sue vittorie. Il governo vi accese allora il suo impegno, cecca il consiglio di molti in pùbblici congressi, Ronchi vi fu invitato ma non volle intervenire. S'avvicinò egli bene quanto potè ad un suo teologo ed amico fra i padri minori osservanti e col mezzo di lui fece cominciar a sue spese pubbliche preci, perchè il Signore benedicesse le armi della Maestà sua, e collo stesso mezzo, subito che il potè, fece sentire
risposero bravamente alla questione proposta ; e il Barateli)., il Cirelli e il Pasetti furono giudicati degni del premio. Gli altri cinque furono approvati a pieni voti. Senochè con l'ingresso delle truppe austrìache in Ferrara, un decreto della Cesarea Regia provvisoria Reggenza di Governo del 23 maggio 1799 aboliva la cattedra di diritto costituzionale. Cfr. Relazione della festa patriottica fatta nétta università degli studj di Ferrara all'occasione della distribuzione dei premj agli scolari di essa università il dì 29 termale anno VI, con in fine il discorso pronunciato dal cittadino Cosimo Masi riformatore, Ferrara, Rinaldi, 1798.
(32) Commissario del Potere Esecutivo nel Dipartimento del Basso Po era allora l'avv. Giovati Battista Boldrini, già presidente e membro dell'Amministrazione centrale istituita dal Saliceli é deputato al Congresso Cispadano. Il Boldrini fu in seguito deputato alla Consulta di Lione, membro del Corpo Legislativo dello Repubblica Italiana, e dal 1810 alla caduta del Regno Italico, giudice nella Corte di Giustizia sotto la presidenza del Ronchi. Cfr. su di lui: C. Z-ÌCHI, Nuovi documenti sul card, Mattei, cit.; Io., Nuovi documenti sul Congresso Cispadano di Reggio e Modena, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1934, pp. 547-573.
(33) La raccolta del giuramento civico nel Dipartimento del Basso Po, cuusa l'aperta avversione dell'Arcivescovo Mattei e di quasi tutti gli ecclesiastici, ebbe un esito disgraziatissimo. Quasi tutti gli impiegati rifiutarono di aderirvi, tanto .che 11 Boldrini .si vide costretto o rimpiazzare con nuovi soggetti gli uffici vacanti. Cfr, C, ZACHI, Nuovi documénti sul card. Mattei, cit., pp. 54 e 77 segg.