Rassegna storica del Risorgimento
RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
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1934
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Carlo Zughi
Trovasi dunque l'avv. Ronchi escluso senza processo e nella miglior buona fede dall'impiego dell'università. Alloca fa egli sentir rispettosamente i suoi reclami col mezzo dei suoi amici, ma inutilmente; vuole azzardare un formale ricorso per non esporsi di più. Duole però al medesimo che nell'atto che esso, a fronte del contegno tenuto, si esclude da una segreteria alla quale ha indefessamente travagliato per anni venti, si destina poi all'altra importante e gelosa segreteria della Sanità un soggetto che non aveva l'impiego, ma che per essere impiegato in altro posto dalla Cisalpina aveva spontaneamente offerto e prestato il giuramento civico (44).
Ecco la storia vera e infelice dell'avv. Ronchi. Dopo aver cercato il medesimo di contestar le costanti antiche sne massime per quanto glielo hanno permesso le circostanze, dopo aver all'ingresso del nuovo governo portato Io stendardo della verità e del rispetto alla religione ed al governo; dopo rifiutato ad ogni politica incombenza nel passato governo; dopo essersi limitato a continuare nel suo antico impiego di giudice, si leva dalla carriera del tribunale, che è la sua e che ha da molti anni battuta, abbandonando e perdendo l'utile strada apertasi già nel foro in qualità di difensore, e gli si toglie una segreteria conferitagli in vita, e dove ha travagliato per anni venti e più, e si mette cosi esposto il suo nome e la sua convenienza. Ha esso però la fiducia vivissima di vedersi risarcito dalla giustizia del Monarca augustissimo. Questa speranza forma il conforto del detto avvocato, il quale non cerca stipendi ed onori, ma chiede solo che si conosca la verità e che sia risarcito il suo onore, garantito nel suo diritto, e che sia tolto ogni equivoco alla sua opinione.
LETTERE DI FLAMINIO BARATELU A GRAZIO RONCHI (45).
I.
ROMA, 11 maggio 1816.
Mio signore ed amico pregiatissimo.
Ella voleva a posta corrente una notizia, che io non poteva darle. Il signor Saverio Benucci, computista generale, che potei vedere però soltanto alla sera, mi disse ch'ella non può essere pregiudicata dalla qualunque classificazione, cui cadauna commissione porti il di lèi diritto per ragioni di decimi, e che l'insinuazione ch'ella abbia fatto a titolo di pensione, sia con l'appoggio del certificato, eia con una nuda dichiarazione, sarà sempre efficace. Quindi non ha ella che ad istruirmi della qualità della denuncia fatta, come della decisione che abbia adottata hi commissione con le sue osservazioni, onde reclamare se fia d'uopo optare.
(44} Il segretario del monte di Saniti era Giovanni Cecca ti.
(45) Le lettere che seguono del Barattili al Ronchi si conservano presso il conte avvocato Ercole in Ferrara, che qui mi è grato ringraziare pubblicamente per la somma liberalità usatami di poterle esaminare a mio agio. Ho pubblicato soltanto quelle parti che hanno attinenza al nostro argomento o a vicende politiche.