Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1414>
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1414 Carlo Zughi
Con Cicognara diedi alcuni passi por la causa Bentìvoglio. Farà ottimamente questo signore di venire a Roma senza ritardo (46).
Io non mi muovo che quando il Legato, che sia destinato a Ferrara, se ne venga. Si parla oggi di Arezzo...
V.
RUMI, 31 luglio 1816.
... Io voglio lusingarmi che sarà scelto un buon Tribunale e così una buona Congregazione. Nelle mie memorie mostrai la necessita e la convenienza ch'ella sia il presidente del Tribunale. Dissi poi altrettanto in voce al Cardinale. Il prin­cipe Nugent ha scritto altrettanto. Quindi non ne dubito. È vero che potrebbe scegliersi qualche giudice maggiore di età, ma si nomini a condizione che rinunci il diritto alla Presidenza? Fornari è forse più vecchio di lei? Io diedi anche quella osservazione. Voglio poi che si muova pur anco monsignor Tassoni, e domani passo da lui per quest'oggetto...
Mi era stato offerto, in confidenza, il Commissariato di Ancona. Ma quando non debba tornare a Ferrara, il mio interesse è di restare in Roma, tanto più che l'esperienza mi ha fatto toccare con mano che chi è tornato ha sempre torto. D'altronde le ultime decisioni del Papa, prescrivendo che la giurisdizione sulle valli è tutta mia (47), che non dovrò dipendere che dalla Segreteria di Stato e da monsignor Tesoriere, trovo anche per questa parte tutta la convenienza per restar­mene alla capitale a preferenza di una città di provincia, ove il vivere è molto costoso. Ora ambidue i Commissariati sono disposti, ma non potei ancora cono* scere le persone che vi siano state destinate.
(46) Nel 1816, liberato da vari impegni, il Cicognara, che allora occupava la carica di presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, pensò di fare un viaggio in Toscana, a Roma e a Napoli, per raccogliere disegni e notizie che gli occorrevano per il terzo tomo della sua Storia della Scultura, ed anche per istruire un po' suo figlio, il quale, per un duello avuto con un suo commilitone della guardia imperiale, era stato espulso da questo corpo A Roma Leopoldo Cico­gnara, che viaggiava in compagnia della moglie e del figlio, prese alloggio presso una certa signora Bernardina; rivide, con grande gioia, l'amico Canova, strinse amicizia con l'abate Missirini, e visitò l'Hayez che stava lavorando per lui VAlci-biude. Si recò anche a far visita al Pontefice, al quale fece omaggio delle sue opere, ma Pio VII mostrò d'accettarle a fatica. Subiva forse l'influenza del governo austriaco., che vedeva di mal occhio il nostro Cicognara. Poiché il clima poco conferiva alla salute della moglie, partì per Napoli, donde poco dopo ritornò a Firenze. Il Barateli! aveva sposato una figlia dell'avv. Rei, romano di origine e amicissimo del Cicognara, al quale morendo aveva affidato le sue due figlie. Il Cicognara però chiama il Barateli!, nelle sue memorie, fior di brigante, spia dell'Austria e del Papa . Cfr. V. MALA MANI. Memorie del conte L. Cicognara, Venezia, Merlo, 1888, II, pp. 140-145.
(47) Nel marzo 1816 il Barateli? fu nominato dal Papa per i suoi servigi prestati. Commissario camerale delle valli di Comacchio, con l'annuo assegno di scudi 1200, e in tale untelo rimase fino al febbraio del 1821, anno in cui segui Il generale Frimont, incaricato di reprimere la rivoluzione del regno di Napoli.