Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1416>
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Wà Carlo Zughi
Non si nominerà nno della Romagna ed un altro di Cento? Qualche altro ferra­rese, come in confidenza Bentivoglio non ha già domandato? Dunque a che servi­rebbe di cambiar speranze senza fondamento? Tenterò tuttavia, e tenterò con impegno. Massari (54) mi scrive che riceverei lettera dallo stesso Ferraresi, ma non ne ebbi alcuna e la prego di riverirlo.
Sempre sono in predicamento Arezzo, Albani, Sansever-ìno, Laute in Legato.
Vidi tre di essi ieri sera presso il principe Altieri, e ninno ne sapeva cosa alcuna...
La voce pubblica vuol Cardinale monsignor Mauri. Non mi sorprenderebbe.
VH.
ROMA, 7 agosto 1816.
Lunga fu la mia conversazione con monsignor Boatti e con M.r Mauri dome­nica mattina sul di lei conto. Ambitine convennero nella massima che l'anzianità debba desumersi dal servigio e che la di lei persona è fornita di tutti i titoli per essere il Presidente. Ciascuno mi diede parola di parlarne al Cardinale, di ricor­dargli pur anco le premure del principe Nugent, e a dirle il vero io partii conten­tissimo, poiché M.r Mauri mi disse espressamente, che quando ella non amasse di cambiar situazione, non sapeva dubitare ch'ella non sarebbe il Presidente. Questi è il preciso, ma non perciò io me ne starò quieto, mentre all'udienza pure di domani muoverò l'argomento al Cardinale.
Che che ne dicano i signori Fontana, sta in fatto che fino a questo momento il Cardinale non ha fissata massima.
Monsignor Bertazzoli (55) mi disse: tutto si esaminerà, tutto si ascolterà, tutto si deciderà con maturità e con saviezza e con imparzialità per il bene generale dello Stato e dei paesi. Ecco ciò che posso dirle in materia della istruzione. Io farò quello che potrò quando mi si dica cosa debbo fare...
Sono più migliaia li petenti impieghi, e sono 122 quelli che debbono confe­rirsi in tutto Io Stato. Così mi dice monsignor Mauri.
Nulla di nuovo. Non sta che monsignor Mauri sia Cardinale.
(54) La famiglia Massari ebbe gran parte negli avvenimenti di Ferrara dal 1796 al 1815. Molti membri di essa occuparono ogni sorta di uffici governativi e municipali ed ebbero titoli ed onori. Ci basii citare: Antonio (1740-1826), che par­tecipò al lavori del Congresso Cispadano e nel 1799 fu relegato dagli Austriaci a Legnago col Boldrini e il Costabili; Vincenzo, che nel 1796 andò deputalo con Alessandro Guiccioli al Direttorio della Repubblica francese a Parigi, ove rimane fino al maggio 1797; Luigi, che fu eletto senatore del Regno Italico da Napoleone, e Giovanni.
(55) Monsignor Francesco Bertazzoli (1754*1830), di Lngo, intimo amico e con­fidente di Pio VII fino da quando questi era Arcivescovo di Imola. Chiamalo a Roma quando il Chiaramond fu innalzato alla sacra Porpora, il Bertazzoli ebbe cariche .,] onori; seguì il Papa nella prigionia di Francia, ed ebbe gran parte nelle vicende del famoso Concordato. Cfr. C. ZAGW, nel Dizionario biografico del Risorgimento fa preparazione; Io., il generale /Ingerenti ecc., cit., p. 320.