Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1419>
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Grazio Ronchi Braccioli, deputato al Congresso Cispadano 1419
Più cose dissi ancora, che sarebbe lungo di riferire', e siccóme mi persuasi che monsignor Boatti non mi avesse accennata la vera ragione, pregai con un viglietto il Cardinale di volermi regalare pochi minuti nella giornata, e difetti mi ricevette alle quattro. Egli si mostrò non meno disgustato della cosa, che pronto a riparare, meno però di ritirare le nomine, e si espresse su di ciò con sentimenti li più lusinghieri ed obbliganti.
Ma quale temporamenlo? Io di già avevo preveduta la difficolta, e presentai al Cardinale la qui unita minuta di lettera, ed ho la consolazione di sentire che questa sarà fatta. Allora non perdo tempo. Vado da monsig. Mauri, ma nella domenica non ricevendo egli alcuno, gli scrivo una lunga lettera, in cui gli dò parte di ogni successo, e gli unisco copia della minuta or ora indicata, pregandolo di far sì che il viglietto mi giunga entro il lunedì. Altrettanto pratico con mon­signor Boatti perciò che riguardava la conferenza avuta col Cardinale, e la minuta in discorso. Siccome il Legato ha la facoltà di nominare un assessore e siccome Arezzo era stato prevenuto da me e da Tassoni sul di lei conto, così io contavo che con la lettera del Segretario di Stato ella sarebbe stato destinato a quella carica.
Vedo alle 11 del lunedì, s'intende antimeridiane, tanto May Mauri che M.r Boatti. Ambedue BÌ mostrano li più disposti di favorire la misura, ma ciascuno mi dice che gioverà molto che io parli novamente col Cardinale. Benissimo. Attendo ch'egli scenda dall'udienza del Papa. Tosto che mi vede ecco quanto mi dice: Caro cavaliere non posso fare la lettera che le aveva promessa pel signor Ronchi. Ciò mi è impedito dallo stato delle cose che risultano dagli atti. Il prin­cipe Nugeul mi scuserà, e mi rincresce di non poterla servire.
Come mai Eminentissimo ! La sola calunnia ed improvvisa calunnia, io risposi, può condurre V. E. a sospendere le sue grazie. Io posso rispondere pel signor Ronchi e mi costituisco suo procuratore, e sono certo che sarà ben tosto purgato da qualunque imputazione. Si tratta di un uomo che conta quarant'anni di onorato servigio, di un nomo pregiato ed onorato da tutti i Governi, di un nomo il più morale, il più delicato, di un ottimo padre di famiglia, e cittadino...
Non serve, m'interruppe il Cardinale, l'assicuro che, mio malgrado, non posso, e se lo potessi, perchè vuole che in oggi non le mantenessi la parola datale ieri? Di più scusi, scusi, ma non ho tempo, e ci vedremo un'altra volta ~-
Passo allora nuovamente da Boatti, con cui mi lagno di non avermi parlato con più franchezza, di non avermi dato un cenno di prevenzione, ed egli mi rispose: l'obbietto fu istantaneo, e d'altronde io non poteva a meno di fare il mio dovere, cioè di tacere, e prima e dopo le nomine.
Io Io trattenni per tre quarti d'ora dando conto della di lei vita nel massimo dettaglio, e pregandolo caldamente di richiamare la cosa al Cardinale, mentre io andava ad impiegare per lo stesso oggetto qualche buon mezzo.
L'arrivo della principessa di Galles ed il battesimo del figlio dell'Amba­sciatore di Francia, tenuto dal Papa, trassero fuori di casa tutte le autorità. Non potei quindi parlare a monsig. Tassoni che nella mattina di martedì. Egli rimase stupefatto e scrisse tosto un viglietto il più caldo al Segretario di Stato. Passai di poscia presso il 'Cardinale Laute, che fece altrettanto. Finalmente mi volsi al card. Arezzo, che prese memoria per parlarne giovedì alla Segreteria. Dopo tutto ciò mi permetto di scrivere io pure al Cardinale, ma n tutto le due di notte non ne so cosa alcuna da chi che sia, perchè chi che sia non aveva ricevuto riscontro. .Volli espiare presso monsig. Boatti se il Cardinale avesse dato un qualche .cenno*