Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1421>
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Grazio Ronchi Braccioli, àptMto àlCótigresso Cispadano 1J
altrimenti. Questo caso è troppo amaro al rato nuore, a d'altronde mi lia illumi­nato fino all'ultimo. Assicurazioni replicate, raccomandazioni polenti, memorie, uracii praticati cento -volte, ecc. ecci,; 0 lutto od un tratto senza dar un cenno chi che sia, si condanna l'uomo al patibolo. Non so darmi pace, e mia cognata. Tassoni. Arezzo, Sperandio potranno farle fede delle mie angustie, come potrà farne fede Bottoni (56).
Il suo vero e mortificatissimo amico Flain. Baratelii
LETTERA DEL PRINCIPE NI/CENT AL PRINCIPE ALTIERI (57).
I eneratissimo signor Principe,
lo raccomandai in addietro premurosamente tanto a S. E. R. il signor cardi naie Consalvi, quanto a monsig. Mauri il signor barone Grazio Ronchi di Ferrara, onde fosse confermato presidente del Tribunale, che ivi sarebbe istituito con la finale organizzazione.
I titoli pe' quali raccomandai il detto signor Ronchi furono di preciso, perchè copri pel lasso continuo di 42 anni le prime cariche giudiziarie nel suo paese, perchè è un uomo designato dalla pubblica opinione come il più onorato e morale, perchè infine gode della stima generale de* suoi concittadini per quegli estremi non solo, ma ben anco per essere dotto ed essere un giudice di tutta inte­grità ed esperienza.
Ciò ad onta egli non venne contemplato nei Magistrati che furono nominati, e per quanto mi consta ciò fu l'effetto soltanto di una sorda calunnia ed improv­visa, perchè non solo non me se ne diede alcun cenno, ma né anche nulla potè penetrare il cavalier Baratclli, che d'altronde aveva concepite le migliori assicu­razioni dietro i discorsi tenuti con S. E. il signor cardinale Segretario di Stato, e con monsig. Boatti e monsig. Mauri in proposito del signor Ronchi medesimo.
Quindi essendo io convintissimo che questa fu la sola cagione, onde si cassò il signor Ronchi dalla carica, che per diritto di servigio doveva coprire, esige hi mia convenienza che io conosca il titolo che venne imputato al mio raccomandato, essendoché se io mi presi la libertà di chiedere la protezione del Governo per un soggetto che ne era meritevole, debbo ben interessarmi perchè si purghi lo stesso soggetto della macchia che gli venne attribuita, e per cui soffre in oggi un torto cosi avvilente.
Ella, signor Principe, può in tal caso favorirmi a prefferenza di ogni altro e debbo, 'conseguentemente pregarla di volere graziosamente interpellare S. E. li., il signor cardinale Segretario di Stato sulla ragione reale per cui il signor Ronchi venne depennato dal numero dei giudici, bramando io troppo di poter giustificare
(56) Domenico Bottoni, che fu uomo di fiducia del barone Ronchi. Tra le
carte di questi si conservano molte lettere del Bottoni scrìtto da Roma nel luglio-
ottobre 1816, riguardanti la maggior parte cause, sentenze, affari privati. Alcune,
ohe hanno attinenza ài nostro, 'argomento, abbiamo creduto bene di pubblicarle,
(57) La minuta della lettera è di pugno del Barateli!.