Rassegna storica del Risorgimento

RONCHI BRACCIOLI GRAZIO
anno <1934>   pagina <1423>
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Grazio Ronchi Braccioli, deputato al Congresso Cispadano 1423
conduco assessore, ma il posto non piacerà forse Io risposi: Ronchi non guarde­rebbe il posto; guarderebbe solo Vonore di servire V. E., ed il riparo che ciò porterebbe al torto ricevuto. Egli soggiunse: In luogo mi riserbo di conoscere, e di reclamare.
Ciò le serva, e ciò rende pure prudente di star ella costi attendendo il Legato. Questi, come mi sembra di averle scritto, ha molta opinione di monsignor Bernetti.
Sono in fretta
Il suo Barateli!
xvni.
MINUTE DI LETTEBB DI GRAZIO RONCHI.
1* - Avv. Baratelli.
Conosco la sua amicizia e le mie obbligazioni; nell'argomento scrivo all'amico Uditore Hl.mo, perchè vogliono farmi credere che ella debba essere in viaggio per Ferrara. La sua amorevolezza in caso sia costà, voglia soffrir la pena di essere dal lodato Monsignore, e vedrà i miei rilievi e continuerà le sue premure attivissime.
1 - Bottoni.
La misura di non inchiuderla ne* Giudici è mossa da alto; così si è detto, da chi doveva saperlo, al mio commissario Baratelli; allora ho voluto esaminare con me stesso la cosa, ed alla sua amicizia, cui niente deve essere celato, apro me stesso. Devo attribuire la mossa alla causa Pio, nella quale fui per la manutenzione con­trario alla signora Principessa. Ma come fare diversamente se tale era la mia opinione! Mai che io l'abbia fatto con prevenzione veruna; ella ben conosce il mio carattere, e in 40 anni di giudicatura nessuno ebbe mai questo dubbio; ma nel caso concreto si aggiunge che io stesso propposi ai Giudici compagni di ritirarmi, e che non potendo ciò eseguirsi perchè portava troppo dilazione, consultai monsi­gnore Delegato, ed egli, che era pure del mio sentimento, convenne, in caso che gli altri tenessero un diverso parere, che presentassi agli atti sigillato il mio voto contestando col vóto che da presunzione partiva il mio dissenso in una causa gravissima, e colla cartella del sigillo il mio riguardo verso la casa Cibo, e cosi si è fatto. H signor consigliere Tacconi, persona egreggia e che stimo moltissimo, ha sicuramente fatto un quadro non sincero della cosa, ed egli per ciò si sdegnò.
Questa confidenza fatta a lei vegga quanto possa giovarmi. Io rispettai tutti sempre, ed ella lo sa.
XK.
LETTERA DI GRAZIO RONCHI A MONSIC. ...
Io non cessare mai dal protestarle eterne obbligazioni. Il cav. Baratelli mi dice che esiste una nota nella Segreteria di Stato che impedisce ogni misura gra­ziosa sovrana a mio riguardo. Ma quale è questa nota che offende il mio onore? Ecco quello che la giustizia sovrana dell'Em.o Segretario di Stato non nlegherà di commanicare e che io provoco eolla più viva fiducia; perchè nient'altro può e deve assolutamente interessarmi che difendere l'onor mio, mantenuto senza mac­chia fino all'età di quasi eettant'aoni, e in mezzo ai pubblici pio diffìcili impieghi.