Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno <1934>   pagina <1427>
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mo a Bologna di Carlo II di Borbone 142?
IL "FERMO,, A BOLOGNA
DI CARLO II DI BORBONE
DUCA DI PARMA E PIACENZA
NELL'APRILE DEL 1848 I
Carlo II di Borbone Duca di Parma e Piacenza nella notte sul 19 aprile 1848 abbandonava lo stato, dopo avere invano tentato di accordarsi con la rivoluzione, e per la via di Modena e Bologna ai dirigeva a Roma con l'intenzione di lasciare l'Italia. Il suo viaggio ebbe qualche momento pericoloso e finì per assumere il carattere di una fuga clandestina, attraverso paesi pei quali la rivoluzione serpeg­giava come un fuoco minaccioso. H Governo Provvisorio, successo il 9 aprile alla Suprema Reggenza Parmense, poiché il Duca aveva mani­festato il proposito di partire alla volta dell'Inghilterra, per la via del Belgio, era stato sollecito di inviare un suo messo al Governo Prov­visorio Lombardo per chiedere libertà di passaggio pel Duca, ma poiché tale richiesta non sortì buon effetto (1), tosto iniziò pratiche con. il Governo Provvisorio di Modena e con la Legazione Pontifìcia di Bologna, per ottenere la concessione del libero transito e la conve­niente tutela della persona del Principe spodestato, che avrebbe cer­cato d'imbarcarsi in un porto del Tirreno. Del primo progetto di recarsi nel Belgio e in Inghilterra il Duca Carlo aveva già prevenuto il Granduca Leopoldo di Toscana, raccomandandogli la famiglia e lo stato, e riteniamo avesse informato anche il Ministro inglese presso la corte di Firenze, lord Hamilton.
Il Duca partì da Parma con tre carrozze di corte e un furgone, accompagnato dal marchese Guido Dalla Rosa, dal barone Giovanni
(1) Pochi giorni innanzi il Principe Ereditario Duca Ferdinando era partito da Panna per il campo del Re Carlo Alberto, per attestare i suoi sentimenti italiani e liberali, ma giunto a Codogno fu fermato dai militi di quella Guardia Nazionale che Io perquisirono, lo condussero a Cremona, donde il Comitato di governo, dopo breve prigionia, lo inviò a Milano in ostaggio.