Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno
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1934
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pagina
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1428
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1428
Giovanni Natali
Testa ufficiali della Guardia Civica, dal conte De Guillen e dal medico particolare. A Modena, contrariamente agli accordi presi, i fuggiaschi ai trattennero tutta una giornata, perchè quel Governo, temendo qualche affronto o dimostrazione ostile da parte di elementi avanzati, ad evitare incidenti, volle rendere pubblica la dichiarazione che qui sotto riferiamo (2), la quale avrebbe dovuto spegnere ogni funesta velleità contro la persona del Duca.
' La rivoluzione di Parma non poteva riguardarsi operata definitivamente fino a tanto che Carlo H risiedeva a Parma, sebbene spossessato di fatto della sua sovranità. H Governo Provvisorio pertanto, avendo avuto ufficiale dichiarazione che quel Governo si peritava di prendere una pronta risoluzione, nella difficile circostanza di essere quel paese chiuso all'intorno da Stati, pei quali il già Duca non poteva avere tutta la sicurezza di trasferirsi tranquillamente dove aveva destinato, non ha esitato a concedergli il libero passaggio per questi Stati. Per tal via, Parma, libera come Modena di provvedere ai propri destini, potrà nel prendere la sua finale risoluzione concorrere a quella unione italiana, che è il voto dei popoli, ed il Governo provvisorio è compiacente di essere concorso ad avvantaggiare la causa della comune patria, concedendo momentaneamente l'ospitalità al decaduto Principe e rimettendolo a Bologna, con grande guadagno della città di Parma e senza alcun turbamento all'interno .
Nulla di spiacevole avvenne in Modena, ma si perdette tempo. Alle 7 pomeridiane del 19 il Duca, che viaggiava sotto il nome di Conte Raimondo di Santo Stefano, e i suoi compagni giunsero al confine pontificio di Castelfranco, ove dichiararono a quell'ispettore politico di esser diretti a Roma (3); alle 10 giunsero a Bologna e tanto nel passare da Porta San Felice, quanto nel prendere alloggio all'Albergo San Marco, senza serbare l'incognito, come precedentemente era stato concordato tra i governi interessati, rivelarono con somma imprudenza la loro identità. Subito si sparse per Bologna la voce della presenza del Duca di Parma, e alcuni Parmigiani arruolati fra i volontari della Divisione del Generale Andrea Ferrari, giunti lo stesso giorno a Bologna, e forse preavvisati da Parma o da Modena del passaggio di Carlo di Borbone, si diedero a raccoglier gente e a condurla in Piazza
{2) N. BIANCHI, l Ducati Balenai dall'anno 1815 all'anno ISSO, 1, p. 264.
(3) B. Archivio di Sialo di'Bologna. Prot. Riservato di Legazione, a. 304 dei 20 aprilo 1848 (Rapporto dell'Ispettore al confino Estense alla Direzione dì Polizia di Bologna.).