Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno <1934>   pagina <1429>
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Il fermo a Bologna di Carlo lì dì Borbone 1429
Maggiore per impeditile la partenza e tenerlo in ostaggio. Frattanto il Duca, appena sceso all'albergo, dopo brevissima sosta, ne era uscito al braccio del marchese Dalla Rosa che era in divisa di ufficiale civico parmense e, senza essere atteso, si recava al Palazzo Apostolico per visitare il Cardinale Legato. Ma non era ancor giunto al Palazzo che molta gente lo seguiva con modi ostili, poi mentre egli sali nell'appar­tamento del Legato, la gente si ermò nella piazza, ingrossò e reclamò a gran voce che il Duca fosse trattenuto e custodito. Il Cardinale Àmat, rilevando tutto il pericolo di quella fermata, lo stava persuadendo a proseguire subito il viaggio per Roma, ma in vista di quell'assembra­mento di popolo e di militari ostili, si adattò a ricevere una deputa­zione di dimostranti e a dar promessa che il Duca rimarrebbe in Bologna fino all'arrivo del Generale Ferrari e che intanto lo avrebbe trattenuto presso di sé e custodito nel Palazzo Apostolico, chiedendo sollecitamente istruzioni al governo di Roma (4). Allora i dimostranti pacificamente si sciolsero. ..n
Il Card. Amat si era indotto a tanto per timore dei giovani volon­tari della Divisione Ferrari, in parte già entrati clamorosamente in Bologna, in parte fermi ad Imola o procedenti per le città romagnole, elementi vivaci, repubblicani molti, non usi alla disciplina; ed anche per la troppa vicinanza a Modena e Parma, donde potevano venire torbidi incitamenti da parte dei più accesi. Gli sembrò anche che Carlo H fosse abbattuto di spirito per le patite vicende e avesse bisogno di riposo e di protezione (5); spedì quindi il Colonnello Cortassa dei Carabinieri ad Imola dal Generale Ferrari per avvertirlo dell'accaduto, e questi lo assicurò che avrebbe messo a sua disposizione il 1 Reggi­mento Civico comandato dal Colonnello Del Grande per il manteni­mento dell'ordine, e che egli stesso al più presto sarebbe accorso.
I volontari del Ferrari ebbero realmente l'impressione di aver pro­vocato Varresto del Duca; così infatti scriveva da Bologna il 21 aprile Filippo Gualierio Intendente dei Corpi volontari pontifici a Marco Minghetti: Sapete che alcuni dei nostri fermarono ieri il Duca di Parma che resta in ostaggio presso il Cardinale Legato, a disposizione di Ferrari. È un buon pesce e converrà porlo in sicuro (6).
(4) Alcuni particolari sono tratti dalla Gazzetta di Bologna, n. 63 del 20 aprile, dal Felsineo, n. 67 del 20 aprile 1848 e dalla Cronaca di Bologna di E. BOTTHICARI, I, p. 531 (Biblioteca dell'Archiginnasio, Mnss. B. 2558).
(5) Documento n. 1.
(6) MINCHETTI, Miei ricordi, I, p. 434.
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