Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno
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1934
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1432
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1432
Giovanni Natali
il Card. Amat, domandandone senz'altro la liberazione aggiuntovi un gravame per infrazione di leggi nazionali . Stava così per sorgere un incidente diplomatico, ma il Massoni recatosi alla Legazione Inglese, in assenza dell'Hamilton, fece osservare al segretario signor Scaxlatt che prima di avanzare proteste diplomatiche sarebbe stato savio espediente appurare la realtà dei fatti: il Duca in Bologna non era prigioniero, ma ospite del Legato, secondo l'abituale contegno della Santa Sede, sempre generosa verso i Principi sventurati. Certo la Legazione Inglese era mal prevenuta, fors'anche per esserle giunta notizia della cattura in Milano del Principe Ereditario di Parma Duca Ferdinando; Mons. Massoni sperava tuttavia in un ravvedimento e in un più sereno giudizio da parte di lord Hamilton intorno al con-tegno del Cardinal Legato di Bologna. H Granduca Leopoldo, in udienza privata concessa al Massoni, gli dichiarò che il Duca Carlo, prima ancora di partire da Parma lo aveva informato della decisione di recarsi in Isvizzera per la via di Milano e Como, ma in un poscritto aggiunto alla stessa lettera informativa gli aveva annunziato di aver dovuto mutare avviso, ritenendo malsicuro il passaggio attraverso la Lombardia. Lo stesso Granduca molto si interessò per facilitare, se possibile, all'esule sovrano l'imbarco a Livorno. Lord Hamilton diede atto al Card. Amat del suo operato e riconobbe la saviezza di aver trattenuto il Duca Carlo a Bologna (15); il Granduca, poiché venne a conoscere in una lettera direttagli dal Duca Carlo che questi preferiva seguire la via della Toscana per recarsi a Roma, gli inviò per mano del corriere di Gabinetto Giuseppe Bacci le istruzioni del caso e l'itinerario prestabilito (16). Questo atto fu la conclusione di trattative condotte fra il Massoni, il segretario Scarlatt, il ministro Hamilton e il segretario del Gabinetto granducale M. Pitthauser. Si era pensato da prima di fare imbarcare il Duca Carlo su qualche bastimento inglese che fosse nel porto di Civitavecchia o in quello di Livorno, ma poiché li per li non se ne trovava alcuno, sorse l'idea di rivolgersi all'Ammiraglio Baudin comandante la flottiglia francese stazionante nel porto di Livorno, senonchè, sembrando al ministro Hamilton troppo grave responsabilità di affidare il fuggiasco all'Ammiraglio francese, preferi il progetto già studiato dal governo granducale, cioè di inviare al confine toscano una staffetta incontro al Duca per consigliarlo ad evitare, attraversando la Toscana, i centri popolosi e di
(15) Documento n. 7.
(16) Documento n. 8.