Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno <1934>   pagina <1433>
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Il fermo a Bologna di Carlo li di Borbone 1433
seguire la via di Viterbo Corneto, Civitavecchia, dove BÌ presumeva più facile la ricerca di un mezzo per raggiungere Marsiglia o Malta. La partenza del Duca da Bologna, minutamente predisposta, potè avvenire soltanto la notte fra il 30 aprile e il 1 maggio, quando, essendosi già allontanate da Bologna per il teatro della guerra le prime Legioni Civiche Romane, nelle quali erano coloro che ave­vano promosso il fermo del Duca di Parma, era diminuito o tolto del tutto il pericolo di nuovi disordini (17).
Così, evitando Firenze e Roma, e senza incontrare alcun ostacolo, Carlo di Borbone potè raggiungere Civitavecchia, seguendo l'itinerario stabilito dalla corte granducale con il consenso della Legazione In­glese. A Bologna nessuno si accorse della partenza, ne più si parlò del Duca di Parma. L'allocuzione papale del 29 aprile e il passaggio del Po da parte delle truppe dei generali Durando e Ferrari occu­pavano gli animi e li tenevano in trepida attesa.
Non erano tuttavia cessate le preoccupazioni del Card. Amat. Mentre il Duca Carlo H era ancora a Bologna, la Principessa Maria Teresa sua consorte e la Principessa Luisa moglie del Principe Ere­ditario Ferdinando, le quali erano rimaste a Parma, vennero nella decisione di recarsi in Toscana, onde il Governo Parmense prese accordi con quello di Modena perchè quel viaggio fosse facilitato e protetto in ogni guisa. Le Principesse furono incontrate al confine reggiano da Nicomede Bianchi e accompagnate fino a Modena, dove, contrariamente ai loro desideri furono costrette a fermarsi. Infatti il 30 aprile il Card. Amat aveva ricevuto tanto dal Governo di Parma, quanto da quello di Modena un avviso succinto del progetto di viaggio delle due Principesse, e poiché non ancora erano scomparse tutte le cagioni che avevano fatto trattenere in Bologna il Duca, né si poteva esser certi intorno ad un passaggio tranquillo e inosservato delle Principesse, così, mentre ai affrettò a far partire nella notte successiva il Duca, rivolse una vibrata protesta al Governo di Parma, informan­dolo che non avrebbe ricevuto le Principesse senza un'esplicita auto­rizzazione del Santo Padre, e per meglio chiarire lo stato delle cose inviò a Parma il Barone Testi, uno dei due ufficiali civici che ave-
(17) Documento n. 9.