Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA
anno <1934>   pagina <1435>
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// fermo a Bologna di Carlo II di Borbone 1435
sola Principessa Luisa, impeditole il passaggio per Bologna e la Ro­magna per i motivi sopra accennali, le accordò di passare in Toscana per la via dei monti. Ma la cosa ebbe altro esito. Per difficoltà sorte in Modena, a cagione della presenza colà di soldati Lucchesi turbolenti, per evitare dimostrazioni ostili, quel governo decise il 19 maggio di fare partire improvvisamente la Principessa per Firenze, ma non per la via dei monti prossima al territorio lucchese; e così, senza preav­viso, alle 11 pomeridiane di quel giorno la Principessa giunse inattesa a Bologna, accompagnata, per squisito tratto di cortesia, dall'Aw. Luigi Minghelli Segretario del Governo Modenese e dal Marchese Alessandro Pallavicini (23), e ripartì subito per-Firenze scortata dal fratello del Ministro inglese Hamilton, che l'aveva incontrata a Bologna, essendo diretto a Modena per rilevarla di là, in seguito a segreta missione conferitagli dal ministro stesso per desiderio del Granduca di Toscana, al quale scopo aveva assunto il nome di cav. De Lauluc (24). Il viaggio, così autorevolmente protetto, proseguì sino a Firenze senza alcun in­cidente (25).
Poco appresso anche la Duchessa Maria Teresa lasciò Modena e si trasferì a Torino (26).
Il Duca Carlo, giunto, come si è detto, a Civitavecchia, passò di là a Marsiglia, quindi in Sassonia nel castello di Weisstropp presso Dresda, dove restò da solo alquanti mesi, diviso dalla moglie, dal figlio e dalla nuora, dispersi in luoghi lontani l'imo dall'altro, a Torino, a Milano, a Firenze.
Le peripezie di questi quattro principi borbonici, senza attingere un carattere drammatico, non furono senza pena e pericolo. Da ogni parte, pur con la buona intenzione dei governi di rendere loro meno aspra la sorte, il vampeggiare della rivoluzione gettava una luce sinistra sulla via dell'esilio ai rappresentanti del vecchio e vinto legit­timismo e sul loro doloroso cammino apparivano, acclamando e im­precando, i militi volontari della indipendenza e della libertà.
GIOVANNI NATALI
(23) R. Arch. di Stato di Bologna, Atti Ris. di Legazione, Lettera del Gov. Prow. di Modena in data 19 maggio 1848 al Card. Amai, firmata Giuseppe Malnrasi. Unita al n. 382 P. R.
(24) Documento n. 12.
(25) Documento n. 13.
(26) N. BIANCHI, op. cit., I, p. 267.