Rassegna storica del Risorgimento

PALERMO ; SICILIA
anno <1934>   pagina <1446>
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1446 Luigi Antonio Pagano
Ignazio Lanza, Ottavio Lanza di Trabia'e vari altri (3), mentre il Comitato segreto di Palermo aveva indirizzato un vibrante omaggio al Cavour, in cui affermava esser intenzione della Sicilia di consacrarsi alla lotta per l'unità d'Italia ed alla devozione alla Casa Sabauda (4).
Agli echi, poi, delle vittorie di Montebello e Magenta furono ten­tate in Palermo e in Messina delle pubbliche dimostrazioni subito con­trastate ed impedite dalla Polizia (5); a Messina specialmente, nei giorni dal 22 al 24 giugno, durante una breve sosta della flotta sarda di passaggio da quel porto diretta verso l'Adriatico, l'entusiasmo della popolazione fn addirittura incontenibile e tale da provocare l'ordine del Luogotenente Generale per il disarmo totale dei cittadini abi­tanti nelle città e nei paesi circostanti (6).
Un altro particolare avvenimento favorevole alle armi italiane: la vittoria delle forze alleate Franco-Sarde sugli Austriaci nella bat­taglia di Solferino e S. Martino, combattutasi, come è noto, nella sto­rica giornata del 24 giugno di quell'anno, offrì ai liberali palermitani, i cui petti, come dice il De Cesare (7), eran già scaldati dagli ideali di libertà e della grande Patria Italiana. il pretesto per porre in essere alcune ardite manifestazioni patriottiche aventi il duplice fine di dimo­strare la simpatia per le fortune delle armi piemontesi e l'odio ine­stinguibile contro il borbonico oppressore.
I particolari della vittoria furono noti ai palermitani solo il mat­tino del 2 luglio all'arrivo del piroscafo Mongibello, e grande fu perciò la gioia del popolo.
Francesco Brancaccio di Carpino, giovane aristocratico, ed uno dei protagonisti della dimostrazione avvenuta in Palermo la sera del
(3) Note di Raffaele De Benedetto riportate da G. COLONNA, La cospirazione di Palermo nel 1860, in Rassegna Spada, 1869, II, p. 444.
(4) Cfr. A. SANSONE, La Sicilia dal 1848 al 1860, in Archivio Storico Siciliano. N. S. anno L, 1930, pp. 180, 181.
(5) Cfr. R. SALVO DI PIETBACANZIU, Rivoluzioni e guerre dal 1850 al 1860, Palermo, 1902, I, p. 119; A. SANSONE, La Sicilia dal 1848 al 1860, cit., p. 181; F. GUARDJONE, / Mille, Palermo, 1913, pp. 20, 28, 29.
(6) Cfr. F. GUARDIONE, // dominio dei Borboni in Sicilia dal 1830 al 1861, Torino, 1907, II, p. 133; Id,, La Squadra Sarda a Messina nel 1859, in II Risorgi-mento Italiano, fase. 3-4, pp. 498 e segg., Anno II, 1909; I. NAZARI MICHELI, Gari­baldi e Cavour nel 1860, Roma, 1911, p. 41; A. SANSONE, La Sicilia dal 1848 al 1860, cit., p. 184. Secondo quanto risolta do rapporti di Polizia parteciparono special­mente alla dimostrazione in onore della flotta sarda i Messinesi Giorgio Finazer, i fratelli Fugazotto, i Bensaia padre e figli, Luigi Maiolino, Baldassare Arcuri, Stefano Pirandello, Santi Vinci, Pcppino Lo Presti, i fratelli Pappalardo e molti altri: R. Arcfa. di Stato di Palermo, Ministero Luogotenenziale Polizia, Busta 1481.
(7) R. DE CESARE, La fine di un regno, Città di Castello, 1909, DÌ, p. 182.