Rassegna storica del Risorgimento
PALERMO ; SICILIA
anno
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1934
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pagina
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1447
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Gli arresti per le dimostrazioni del 2 e 3 luglio 1859 in Palermo 1447
2 luglio '59, il quale ebbe poi parte notevole negli avvenimenti rivoluzionari di Sicilia al 1860, fissò il ricordo di quelle manifestazioni in talune interessanti pagine del suo libro: Tre mesi alla Vicaria di Palermo nel 1860 (8).
Tanto questo autore che il De Cesare (9) e qualche altro, che ne han dato pure cenno, errano, però, nel porre quelle dimostrazioni sotto la data del 25 e 26 giugno, mentre invece esse avvennero precisamente nei giorni 2 e 3 luglio '59, come risulta dai relativi rapporti di Polizia (10), che, integrati dalla narrazione fatta specialmente dai due autori predetti valgono a fornirci la completa verità storica sui fatti svoltisi in quelle due memorabili giornate.
Fu proposito dei liberali palermitani di festeggiare con luminarie la conosciuta vittoria, ma nella sera del 2 luglio i privati per timore non osarono di porre lumi nei balconi delle particolari abitazioni.
Nei circoli di conversazione, o clubs della città il disegno, invece, potè effettuarsi.
L'illuminazione ebbe inizio nel Circolo dei Buoni Amici, che occupava alcuni locali a pianterreno nel punto in cui la via Cintorinai sboccava nel Cassero, o via Toledo.
La sera del 2 stesso, infatti, sulle due pareti esterne fiancheggiami la porta d'entrata del circolo furono appesi due specchi e di contro a questi si rifletterono alquante candele steariche fissate nei boccinoli di due viticci inchiodati sulle cornici (11).
L'esempio dei Buoni Amici fu seguito dal Circolo dei Nobili (12), chiamato allora comunemente la Paglialora (13), oggi del-
(8) F. BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi alla Vicaria di Palermo nel 1860. Le barricate, Milazzo, Napoli, 1901, pp. 12 e seg.
(9) R. DE CESARE, La fine dì un regno, cit., M, p. 183; cfr. pure G. MACAULAY TREVELYAN, Garibaldi e i Mille, trad. di E. B. Dobelli, Bologna, 1909, p. 193, più esatto circa la data è il DE SIVO G>, Storia delle due Sicilie dal 1847 ad 1861, Trieste, 1868, IL p. 26.
(10) Sono contenuti in un fascicolo del Ministero Affari di Sicilia in Napoli. Busta 1229 nel R. Archivio di Stato di Palermo.
(11) BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi alla Vicaria, cit., p.
(12) Già denominato del Bigliardo dall'anno 1825 fino a quell'epoca ebbe sede nel palazzo Villafranca all'angolo tra Piazza Bologni e il Corso Vittorio Emanuele di fronte ai due Palazzi di Ceraci e Riso. Cfr. A. MONROY PRINCIPE DI MALETTO, Ricordi di taluni circoli della Grande Conversazione della nobiltà di Palermo, Palermo, 1909, p. 65.
(13) Paglialora (pagliera) in quei tempi tale vocabolo si usava nel senso di topaja, infatti i soci di quel circolo in gran parto aderenti al partito borbonico ermi chiamati volgarmente topi (surei). Così dal 1848 e successivamente i liberali appellavano i borbonici, perchè si nascondevano a guisa di topi. Cfr. 'F. BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi alla Vicaria di Palermo, cit., p. 14.