Rassegna storica del Risorgimento
PALERMO ; SICILIA
anno
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1934
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pagina
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1451
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Gli arresti per le dimostrazioni del 2e3 luglio 1859 in Palermo 1451
nario (21), i De Benedetto appartenevano a generosa famiglia, che ai era votata al trionfo della causa rivoluzionaria sacrificando ad essa le proprie sostanze ed, in seguito, anche la vita di alcuni suoi eroici componenti (22).
Il Luogotenente Generale Principe di Castelcicala, nel dar notizia al Ministro per gli affari di Sicilia in Napoli Cumbo, perchè ne avesse informato il nuovo Re di Napoli Francesco II, degli avvenimenti svoltisi nei giorni 2 e 3 luglio in Palermo poneva chiaramente in rilievo la gravità dei fatti e il progresso dell'idea rivoluzionaria nel popolo palermitano, cosi scrivendo in un primo rapporto in data del 4 luglio *59 (23) : I giorni della grande agitazione, mi rincresce il dirlo, sono venuti e lo spirito di vertigine va man mano guadagnando tutte le classi, o per simpatia alle novità politiche o per tema di rimanere indietro e soverchiati dalla rivoluzione. E siccome suole avvenire nei tempi scomposti e nelle grandi commozioni politiche si ritiene che tutto può osarsi avendo per fermo che l'impunità è in ragione diretta del numero dei compromessi e quindi più forte lo spingere, e l'irrompere e maggiore la baldanza e l'audacia.
Difatti si divulgò con grande asseveranza all'arrivo dell'ultimo piroscafo che coloro che ebbero parte in Napoli la sera del 7 giugno alla baldoria della Riviera di Chiaia eran stati tutti sprigionati.
(21) II Brancaccio di Carpino, attivo componente del Comitato Segreto di Palermo, s'adoperò specialmente per ottenere la adesione della nobiltà al Comitato stesso, fu arrestato una seconda volta alla fine del febbraio '60 pei suoi noti sentimenti antiborbonici. Coll'entrata delle truppe garibaldine in Palermo, riuscito ad evadere dalla Vicarìa, partecipò ai combattimenti in difesa delle barricate, indi prese parte alla battaglia di Milazzo e segni Garibaldi al Volturno. Entrato poi nell'esercito nazionale combattè a Cuetoza, ove si guadgnò una medaglia al valor militare. Cfr. F. BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi alla Vicaria di Palermo, cit.; R. DE CESARE, La fine di un regno, cit., I, p. 380; II, pp. 184,191 e segg., pp. 263, 358.
(22) Di questa famìglia vanno specialmente ricordati: il doti. Onofrio Di Benedetto, componente prima del Comitato Centrale esecutivo di Sicilia e poi del Comitato rivoluzionario centrale in Palermo ed i cugini Salvatore, Pasquale e Raffaele De Benedetto; di questi i primi due caddero uccisi da piombo borbonico nel maggio 1860 alle barricate di Palermo ed il terzo, Raffaele, moriva ancb'egli eroicamente nell'ottobre 1867 a Monte S. Giovanni presso Mentana, combattendo alla testa di un manipolo di volontari garibaldini contro sovercbianti truppe pontificie. Cfr. A. SANSONE, Cospirazioni e rivolte di Francesco Bentivegna e compagni, cit., pp. 52, 94; P, BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi alla Vicaria di Palermo, cit., pp. 73, 230 ; G. PAOLUCCI, Da Francesco Riso a Garibaldi, in Archivio Storico Siciliano, 1904, p. 105 e segg.; F. GUABDIONB, 1 Mille, Palermo, cit., p. 26.
(23) Taluni brani dei rapporti del Castelcicala del 4 e 6 luglio '59, contenuti nella citata busta 1229 del Ministero Reni Segreterìa di Stato presso il Luogotenente generale, Polizia, sono riportati da A. SANSONE, La Sicilia dal 1848 al 1860, cit., pp. 184, 185.