Rassegna storica del Risorgimento
PALERMO ; SICILIA
anno
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1934
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pagina
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1455
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Gli arresti per le dimostrazioni del 2e3 luglio 1859 in Palermo 1455
Antonino Buccheri, Domenico Algieri, Carlo Caracappa, Salvatore Anzelmi, Giovanni Sciacca,
Degli anzidetti, però, il Conte Federico e Salvatore Nangano Cappello, notissimi alla polizia borbonica come cospiratori prima e dopo del 1848, erano stati arrestati in precedenza, precisamente il 22 gnigno di quello atesso anno '59, perchè avevano tenuto propositi di disegni contro la sicurezza interna dello Stato ed andavano nelle contrade auburbane ad oriente della città disseminando novelle allarmanti ed incitando persone della città e del contado ad un movimento che a loro dire avrebbe avuto luogo fra un giorno o l'altro (31).
Alla distanza di pochi giorni dalla predetta liberazione veniva accordato il passaporto per l'estero a Michelangelo Caminneci e a Francesco Vassallo, che ne avevan fatta richiesta.
Incoraggiati dall'atto sovrano si costituivano il 24 agosto il Principe di Sant'Elia e il fratello Francesco Trigona, Ignazio Minneci, Federico Rapp, e Francesco Brancaccio di Carpino, la liberazione dei quali veniva ordinata insieme a quella del Duca della Verdura e di Giuseppe Ilardi, in seguito a deliberazione adottata, presente il re, dal Consiglio di Stato di Napoli in data del 29 agosto '59.
Nell'episodio sopra narrato trova conferma, come fin da quel tempo l'azione del Governo e della Polizia borbonica, di fronte all'incalzare degli eventi, si dimostrasse debole, incerta e quasi sgomenta.
Come già ai è visto, sebbene in quell'occasione la polizia fosse riuscita ad identificare nei numerosi arrestati i principali agitatori ed assertori dell'idea rivoluzionaria, pure a breve distanza di tempo, doveva la medesima proporne la liberazione per timore dell'ira popolare.
Dimostravano, così, le Autorità borboniche la loro incapacità a fronteggiare la evidente e gravissima situazione del paese, che doveva poco appresso sboccare nella travolgente azione rivoluzionaria, e ben a ragione fu detto (32), che la dimostrazione per la battaglia di Solferino preluse la rivoluzione siciliana, che scoppiata e repressa il 4 aprile 1860, trionfò finalmente per opera di Garibaldi e dei Mille.
LUIGI ANTONIO PACANO
(31) R. Archivio di Stato Palermo, Ministero Affari Sicilia hi Napoli, busta 1229, fase. 823-50.
(32) F. BRANCACCIO DI CARPINO, Tre mesi atta Vicaria di Palermo nel 1860, La Barricate, Milazzo, CÀI., p. 12.