Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA
anno
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1934
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pagina
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1457
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Il partito reazionario in Toscana nei primi anni dell* unità 1457
IL PARTITO REAZIONARIO IN TOSCANA NEI PRIMI ANNI DELL'UNITÀ
Il 15 marzo 1860, il plebiscito popolare proclamava l'annessione della Toscana al regno di Vittorio Emanuele.
Appena se ne conobbero i risultati, Ferdinando di Lorena, che dopo l'abdicazione del padre aveva assunto il titolo di granduca, indirizzava una protesta a tutte le cancellerie, europee e rivolgeva ai suoi amatissimi toscani un proclama piagnucoloso, includendovi tra le altre queste frasi:
<L ... Se la Provvidenza sembrava aver riservato alla nostra nazione fra tutte, la missione gloriosa di avvicinare tutte le membra della patria comune, di formare un sol fascio e d'inaugurare finalmente la Confederazione Italiana, era a voi toscani certamente devoluto questo compito... (1).
Ci si può stupire di questo linguaggio così ostentatamente italiano e nazionale in bocca a un principe che pochi mesi prima combatteva nelle file austriache a Solferino. Bisogna peraltro tener conto che Ferdinando di Lorena e gli altri principi spodestati, ancor pia che sul diritto divino, fondavano le loro pretese sul trattato di pace di Zurigo che confermava le clausole dei preliminari di Villafranca: il Veneto unito alla corona austriaca con amministrazione autonoma e leggi proprie; ritorno sul trono del duca di Modena e del granduca di Toscana coll'obbligo di concèdere Statuto ed amnistia e di adottare la bandiera tricolore; federazione italiana sotto la presidenza del Papa. Perciò appunto i partigiani dei lorenesi si chiameranno d'ora innanzi federalisti; e anche i più ostinati austriacanti sbandiereranno il programma neo-guelfo del Gioberti, rinfrescato e rimesso a nuovo per la circostanza.
(1) V. La Nazioni del 9-10 aprii* 1860.