Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA
anno
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1934
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pagina
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1462
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1462
Giacomo Lumbroso
elementi sospetti. Talvolta le lettere compromettenti dopo che ne era stata presa visione si facevano proseguire, e questo ci piega come mai degli scritti del Ricci si conservi la copia e non l'originale.
Accluse alle lettere ho ritrovato tre poesie satiriche: una è del 15 marzo 1860 e s'intitola ce L'Annessione ; le altre due portano la data del 15 agosto e del 1 settembre e hanno per titolo : L'Ovo d'Italia e il Regno senza nome . In queste satire di cui riproduco integralmente la più breve (v. Appendice - Donimi. I) si tenta di mettere in ridicolo e di screditare Vittorio Emanuele H che vien chiamato Tentennino I, figlio di re Tentenna.
Ma nonostante il suo furore antiunitario e antisabaudo, il Ricci sembra non abbia rinnegato del tutte le idee della sua prima gioventù. Infatti il 17 luglio scrive al direttore del Contemporaneo consigliandolo ad abdicare quella nuance giallo-nera che a torto o a ragione il pubblico crede di scorgervi . E il 1 agosto egli indirizza a Ferdinando di Lorena un voluminoso memorandum di cui invia una copia all'avvocato Andreozzi, ostentando un curioso liberalismo di marca federalista che non sappiamo quanto potesse riuscire gradito al giovine pretendente (App. Docum. II).
A I
Oltre alla corrispondenza intercettata dal Ricasoli, ho potuto rintracciare fra le carte del nostro Archivio varii rapporti di polizia relativi ai maneggi dei reazionarii toscani negli anni 1861, 62, 63 e 64. In genere però non vi si trovano rivelazioni importanti. Si tratta più che altro di convegni in case e in ville patrizie: convegni a cui partecipano anche signore e che hanno più il carattere di riunioni mondane che di vere e proprie conventicole politiche. Probabilmente quei bravi a codini si limitavano a sfoghi antigovernativi e a pettegolezzi contro i loro congiunti o conoscenti che avevano aderito alla causa italiana.
Un certo interesse presenta invece un rapporto segreto che il Prefetto di Pisa trasmette al Prefetto di Firenze il 28 dicembre 1862 (App. - Docum. III). In questo rapporto si segnala l'esistenza d'un comitato clericale che prepara lo sbarco di alcune bande di briganti napoletani per dar inìzio anche in Toscana a una guerriglia di carattere reazionario. Inutile aggiungere che questo disegno, seppure taluno lo meditò, non fu mai posto in atto.