Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1934>   pagina <1467>
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il partito reazionario in Toscana nei primi anni, dell'unità 1467
Infatti il popolo italiano ritornato padrone di sé stesso vale a dire libero ritornato nel pieno possesso del snolo patrio, vale a dire indipendente dopo avere riconosciuta la necessità non solo ma eziandio la bontà dell'assetto federale monarchico, viene da sé stesso a quei prìncipi che nati in Italia sono i meglio atti a timoneggiare la cosa pubblica e ne spera la ristaurazione.
Ristaurazione no! errai. Lungi dalle mie labbra l'empia parola! La ristorazione supporrebbe il diritto di conquista e il diritto divino! Ma essi caddero definitivamente a Magenta e a Solferino dove fu consacrata l'alleanza della Rivoluzione francese e dell'Italiana. L'ora degli Arciduchi d'Austria imposti dallo straniero a signoreggiare l'Italia spirò in quella giornata.
Oggi sorge l'era nuova di principi italiani reggenti le sorti della patria comune, zelantissimi del pubblico bene, fautori della, libertà, difensori della indipendenza nazionale, tutori della gloria nostra, che alfine fatti liberi e padroni di se stessi, saranno essi i primi lietissimi di ripetere la loro forza, la loro sicurezza, la loro sovrana legittimità da quel popolo stesso che in mezzo al plauso e all'ammirazione dell'Europa amministreranno.
Questa era è prossima, Altezza, voi non potete rifiutarvi di affrettarla con noi che la desideriamo per noi e per voi; voi non lo potete perchè non vi è dato di formare (10) l'Italia, voi in Italia nato, e che dopo aver sofferto dei nostri dolori, e sperato delle nostre speranze, certo non potrete mai confondere l'affetto verace del popolo con una necessità fatale che lo spingeva storicamente a respingere da
sé gli eredi del diritto di conquista H momento è propizio: ancora alcuni moti
epilettici, e la stanchezza e il disgusto investiranno le membra del gran corpo italiano. Queste membra indolorite per il dislogamento dianzi sofferto si stacche ranno dalla Croce Sabauda su cui furono fin qui crocifisse né conserveranno altra memoria di questo periodo della loro vita che quello dei lutti patiti, e la severa lezione di mai uscire per modo violento dall'organismo regolare in cui per secoli
hanno vissuto La Confederazione Italiana forse per meglio costituirsi, assegna
a voi un seggio più nobile di quello che il diritto di conquista vi assegnava; forse il Regno dell'Italia Centrale fra poco aspetta in Voi il suo Re.
È infatti mestieri che p. astringere ad un patto federale le due parti estreme della penisola, si costituisca uno Stato mediano che interponendosi fra ambuedue ne moderi le tendenze e le assimili ad uno scopo comune.....
... Meraviglierà l'A. V. che non tenga conto degli Stati della' Chiesa. Ne è motivo l'immenso rispetto che io porlo all'indipendenza personale del Capo della medesima. E per garantirla credo fermamente non sia spediente che milioni d'uomini che dalla Italia si appellano, vivano esclusi dalla cerchia della nazio­nalità patria, e siano per questo dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica che e deten­trice del così detto Patrimonio di 8. Pietro. Io penso anzi che la indipendenza di questa autorità suprema resti anzi che no vincolata dalla scissura politica che invariabilmente viene suscitata dagli interessi secolari di quel popolo.
Ora se svincolando la Chiesa dagli oneri della amministrazione laicale, gli se ne assicurassero i benefici], se previa la istituzione di un Vicariato (lì) da altri-
(10) Probabilmente il copista ha frainteso e ha scritto formare al posto di odiare.
(11) Già nell'anno precedente Napoleone III aveva suggerito che il Papa conservasse l'alta sovranità sulle Roraagne, delegando a governarle Vittorio Ema­nuele in vesta di vicario pontificio.