Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1934>   pagina <1468>
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Giacomo Lumbroso
buirsi a l'uno dei potentati italiani, o meglio ad una Giunta Amministrativa reai-dente in Roma che divenuta Città libera e federale sarebbe la sede della Dieta Nazionale dell'alto potere spirituale della Cristianità, credo ohe per tal modo le velleità libere e indipendenti di quella parte d'Italia verrebbero soddisfatte e la indipendenza del Capo della Chiesa, tanto necessaria agli interessi come albi libertà di tutta la Cattolicità verrebbe assicurata, tanto più che avrebbe a garanti gli Stati tutti d'Italia e ciò che più monta il Tribunale Supremo della Dieta residente in Roma stessa.....
...Posso avere trasceso nella esposizione di queste idee ma ne accerto l'A. V. io non sarò andato errato nelle conseguenze. L'Italia Futura non darà una smentita alle mie logiche asserzioni. Molto io so delle patrie cose, perchè a me fu maestra la sventura del Carcere, e l'amarezza dell'esilio, e Tira dei partiti e la calunnia for­sennata degli uomini che mi stavano intorno; ma traversandoli imperterrito, impa­rai a conoscerli e a giudicarli.
CABLO DE' RICCI Parigi, lo Luglio 1860.
(Carte Bianchi-Ricasoli, Busta R - Ins. D)
III.
Rapporto segreto trasmesso dal Prefetto di Pisa ai Prefetto di Firenze
il 28 Dicembre 1862 GABINETTO PABTICOLABE DEL PREFETTO DI PISA
Si asserisce esistere in Toscana un Comitato Austro-Clericale fornito di molti mezzi, ed inteso al rovesciamento del presente ordine di cose, e alla riabilitazione della dinastia Lorenese. Questo Comitato avrebbe hi sua sede principale nella Città di Pescia (Provincia Fiorentina) (12) e le sue più notabili diramazioni in Pistoia, Lucca, Siena, Pisa e Firenze.
La sua azione presente intesa allo scopo accennato, consisterebbe nell'intro­duzione e organizzazione nelle Provincie Toscane del Brigantaggio, che accedendo per mare sul nostro littorale facile non guardato e indifeso dovrebbe raccogliersi nelle foreste, e sulle montagne di Massa e Carrara, e quindi distendersi alle solite imprese, dovunque lo favorissero le circostanze di tempo e di luogo.
Uno dei capi più influenti e più operosi del Comitato si asserisce essere il Cav. Allegretti di Pescia già segretario generale del Ministero dell'Interno sotto il regime granducale. Esso somministrerebbe i mezzi pecuniari occorrenti per il soldo dei briganti e per la loro introduzione nel punto stabilito, e fornirebbe pur le armi di cui volsi tenga alcuni depositi nascosti per entro i fondi rustici da lui posseduti nelle vicinanze di Pescia.
(12) Qui l'informatore del Prefetto di Pisa pigna un granchio solenne. Pescia infatti apparteneva ed ha appartenuto fino a pochi anni or sono alla pro­vincia di Lucca.