Rassegna storica del Risorgimento

MACCAFERRI LUIGI
anno <1934>   pagina <1477>
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.ippunti e notìzie 1477
s-uo presidente onorario perpetuo. Ragioni politiche prima e finanziarie poi impe­dirono dì portare a compimento tale doverosa opera. L'anno corso, e pressamente nel mese di maggio, in occasione della visita alla nostra collettività di Salto del ministro d'Italia nell'Uruguay, Mazzoli, finalmente fu possibile realizzare la ceri­monia della posa della pietra di un obelisco a Garibaldi nel Campo di Sant'Antonio, dove di tanta gloria si coperse la Legione italiana T8 febbraio 1846. Appunto per volere del ministro Mascolini sarà possibile adesso la realizzazione dell'ini­ziativa di questa gagliarda Untone e Benevolenza col contributo morale e mate­riale di tutte le istituzioni italiane in questa Repubblica, alle quali si è rivolto il ministro, per le oblazioni necessarie a sopperire le spese, avendo persino ottenuto dal Duce, in occasione d'un suo viaggio in Italia, nei mesi di agosto-ottobre 1933, l'adesione e l'approvazione dell'opera con l'offerta di 2000 lire.
Il monumento è attualmente in costruzione e sarà ultimato per i primi giorni del'mese di novembre. Il progetto dell'obelisco è dell'architetto Giovanni Veltroni, residente a Montevideo, L'inaugurazione si effettuerà probabilmente il 25 novembre. Presiederà la cerimonia il ministro Mazzo]ini. con la partecipazione ufficiale del Governo di questa Repubblica, anzi, con ogni probabilità, con l'intervento del Presidente medesimo, doti. Gabriele Terra. Vi interverranno inoltre le rappresen­tanze e le Delegazioni di tutte le società italiane. Lo stesso giorno sarà inaugu­rato nell'atrio della nostra società Unione e Benevolenza un busto dell'eròe dei due mondi che, come già dissi, n'è il presidente onorario perpetuo. Questo è opera dello scultore italo-uruguayano Edmondo Prati, che risiede a Caldonnazzo in provincia di Trento. Tale busto è dono augusto del Principe Ereditario, nominato socio onorario deB' Unione e Benevolenza , in occasione della memorabile visita fatta a Montevideo nell'anno 1924. La collettività italiana di Salto, auspice la nostra Società.; donò in quella fausta circostanza al principe una magnifica collezione di pietre agate, originarie di queste regioni, racchiuse in un artistico cofano.
Quando nel 1925 la Società celebrò con grandi festeggiamenti il primo cin­quantenario della sua fondazione, nel cui programma era appunto compresa l'ere­zione dell'obelisco a Garibaldi nel Campo di Sant'Antonio, ne fece la comunica­zione del caso al Principe di Piemonte. Questi:, per il tramite della Legazione d'Italia a Montevideo, comunicò che, in occasione dell'inaugurazione dell'obelisco, avrebbe fatto un dono alla società. Giunti al compimento dell'opera, per mezzo della locale Agenzia consolare, si prese consiglio alla Legazione se il dono non potesse essere costituito da un busto in bronzo di Garibaldi, la cui esecuzione già ai era trattala con lo scultore Edmondo Prati. Il nostro desiderio meritò l'approva­zione del ministro Mazzolini, il quale lo elevò alla considerazione del Principe Umberto e questi si degnò fare l'augusto regalo in parola, destinando 3000 lire.
L'obelisco è tutto in pietra lavorata a bugiarda, allo 15 metri, con una base di metri 12 per 10. Sul davanti, in linea verticale, il nome di Garibaldi. Ai lati, due fasci littori, alti metri 3, con un diametro di 60 centimetri. Nella parte poste­riore una targa nproducentie il decreto del Governo di Montevideo, che riconosce l'importanza dell'aziono di Sant'Antonio. Nóme, fasci e targa saranno in bronzo. Il suddetto decreto è riprodotto da Giuseppe Gucrzoni nella sua storia di Gari­baldi. Nello stesso libro è la descrizione più completa scritta sulla battaglia, stesa dal generale Succhi. L'obelisco servirà inoltre di ossario, perchè vi saranno depo­sitati i resti dei legionari caduti, rinvenuti nelle vicinanze del Campo, secondo le indicazioni dello stesso generale Sacchi.
1/erezione dell'obelisco a Garibaldi nel Campo di Sant'Antonio e il busto nell'atrio della magnifica sede sociale della Società Unione e Benevolenza assol­vono finalmente il voto, decretato dai vecchi Italiani, or sono cinquantanni, e aggiungono al libro d'oro del sodalizio lo più bella pagina di italianità, portata a compimento in questa città garibaldina .
OS