Rassegna storica del Risorgimento

MACCAFERRI LUIGI
anno <1934>   pagina <1479>
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Libri e periodici 1479
LIBRI E PERIODICI
CESARE SPELLANZON, Storia del Risorgimento e dell'unità d'Italia, volume secondo. Da dopo i moti del 1820-21 alla elezione di Papa Pio IX (1846) con oltre 1000 ìHtt* strazioni nel testo; Rizzoli. Milano, 1934, in-8, pp. 915 - L. 40.
Il Prof. A Monti, in un suo articolo pubblicato sopra questa Rassegna nel maggio-giugno scorsi, ricordando una proposta del dott. Guido Vicenzoni, si scaglia contro le famose, spesso famigerate pubblicazioni storiche illustrate a dispense, nelle quali si saccheggiano per le riproduzioni i Musei del Risorgimento, legando insieme le illustrazioni con un testo che è tante volte in deciso contrasto con i risultati della critica storica. Attraverso tali pubblicazioni a dispense s'inoculano spesso veleni micidiali per il cuore e per l'intelligenza del grosso pubblico; onde sembrerebbe necessario che la Società del Risorgimento fosse messa in grado di poter esercitare un preventivo controllo su quelle pubblicazioni a dispense, che riguardino soggetti del Risorgimento e nelle quali potrebbero gradatamente passare i risultati della critica storica, se la speculazione e l'ignoranza non cospirassero a rendere tali libri indegni di una nazione che attraversa un si laborioso e fecondo travaglio di rinnovamento, come è l'Italia nostra .
L'amico Monti non s'avrà, penso, a male, se io mi dichiaro recisamente con­trario, in linea di massima, ad un preventivo controllo su dette pubblicazioni. Ritengo che la massima libertà, in certe materie, torni sempre a bene, e quasi mai a male. Giacche, se escono pubblicazioni a dispense, indecorose, con testo cucito, spesso, alla bene e meglio, ed in deciso contrasto con i risultati della critica storica, tali pubblicazioni non potranno avere larga e duratura fortuna: cadranno da se, come tutte le cose mancanti di consistenza, di serietà e di decoro. Cadranno, soprat­tutto, quando ci siano altre pubblicazioni del genere, le quali prendano sulle meno degne, o sulle indegne, quel vantaggio che finiscono sempre per prendere le cose buone sulle cose meno buone, o addirittura cattive. Quindi, io non mi prenderei eccessivo affanno per tale argomento, lasciando alla gara ed all'emulazione di contrastarsi il campo dei lettori.
Il controllo preventivo, una specie di imprimatur su quanto dovrà ancora, essere fatto, non mi pare cosa né buona né pratica. Caso mai, suggerirei un altro mezzo: essere vigili su quanto si pubblica intorno al Risorgimento, e dar lode, incoraggiamento, favore di propaganda e agevolazioni a chi fa bene; trascurare chi non fa bene, e, se occorra, impedire che venga sparso, o peggio inoculato veleno, nelle meati e nei cuori dei semplici o dei meno esperti, a mezzo di non buone e non lodevoli pubblicazioni.