Rassegna storica del Risorgimento

MACCAFERRI LUIGI
anno <1934>   pagina <1484>
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14TS4P Libri e periodici
tanza avuta, e facendo constatar* quanto gli avvenimenti siano spesso intricati, complessi, per le eause molteplici e disparate, di ogni ordine, che li hanno deter­minati.
Indici e Note: molto opportuna la ricca ed esauriente bibliografia alla fine di ogni capitolo, che, oltre darei la idea dell'immenso materiale che ha servito ali autore di viatico e scorta, costituisce altresì un buon repertorio per chi vorrà tornare, di proposito, ancora ad indagare sui fatti qui narrati, o per chi voglia, comunque, cercarsi delle pubblicazioni particolari, buone sui più diversi argo­menti e momenti.
Per gli Indici, è altra cosa. Sarebbe desiderabile almeno un indice delle illu­strazioni, alla fine di ogni volume.
Auguriamo all'autore ed all'editore, di poter far presto una seconda edizione, in maniera che, tolte piccole mende, inevitabili sempre in opera di tanta mole, questa storta, venduta a prezzo modico (meglio se venisse venduta a prezzo ancora più popolare!), possa andare per le mani di tutto il popolo, e nelle scuole medie, nei gabinetti e nelle biblioteche delle facoltà di lettere e filosofia (sì, anche: non faccia l'arcigno alcun professorone, che, a far la proposta e l'augurio, è stato, primo, un degno e dotto professore d'università!), nelle biblioteche civiche, popo­lari, rionali-fasciste. scolastiche, didattiche, governative, rurali, private...
Ferdinando Martini ebbe a proclamare, davanti gran numero di studiosi di storia, che l'opera L'Italia nei cent'anni del secolo XIX , del Comandini, avrebbe dovuto trovarsi sopra il tavolo da lavoro di ogni più serio e coscienzioso studioso italiano. La stessa cosa vuoisi dire di questa Storia, che, con tanta pas­sione, lo Spellanzon sta preparando.
Sia sentito l'orgoglio di studiare e di conoscere, in narrazioni come quella in oggetto, ampie, senza essere prolisse, veraci senza essere catoniane, oggettive, senza asfissia, illustrate bene, poggiale sulla crìtica storica, senza farne un peso ed un incubo, la storia del nostro recente glorioso passato: quello che ci dà tanta nobiltà, per quel grande miracolo della rinascita del nostro popolo meraviglioso, dalle molte vite, alla sua terza civiltà, nei segni fausti di Roma.
GIOVANNI MAIOLI
RINALDO CADDEO, Le Edizioni di Capolago, Storia e Critica; Editore Valentino Bompiani. 1934, Milano, XII, pp. 472; Edizione di 500 copie numerate in mac­china.
I proiettili cartacei, quasi sempre alla macchia, scaraventati, intermittente­mente ma senza tregua, contro gli aggressori d'Italia, da più parti del Paese e da molti eentri dell'estero, furono tanti e così pericolosi e mortali per il nemico, che gli hanno, di certo, nociuto, se non di più, certo quanto dure sconfitte in campo. La stampa rivoluzionaria tenne desti gli spiriti e preparò gli animi alla imman­cabile, riscossa.
La Svizzera diede moltissimo, concorso: hi sua costituzione repubblicana per* mise a molti esuli italiani di rifugiarsi colà (l'Austria arrivava, talora, a perseguirli ed a colpirli egualmente: ma, ciò non ostante, i più riuscivano, spesso, a sottrar­vi), e tea la immediata vicina terra Lombarda e la confederazione elvetica si venne a creare come un grande scambio di commercio e di contrabbando, vantag­giosi all'una ed all'alt porte.
Diverse furono le tipografie elvetiche che, per tale vicinanza e possibilità di smercio di stampe, poterono lavorare abbondantomonte, divenendo famose e bene­merite* per l'opera loro patriottica, sostenendo pericoli e rischi gravi: Losanna. Beftmcone, Lugano, Capolago, ecc..