Rassegna storica del Risorgimento

MACCAFERRI LUIGI
anno <1934>   pagina <1487>
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Libriti e periodici 1487
I primi studii sulle edizioni dèlia Tipografia Elvetica di Capolago li dobbiamo all'operoso Emilio Motta.
Ad Antonio Monti il merito d'averci dato una bibliografia capolaghianà àccu-rata e copiosa, che presentava un catalogo ragionato delle opere stampate dalla Tipografìa Elvetica ed indicava le fonti per lo .studiò, storico di essa
Rinaldo Caddeo è proceduto ad una storia critica delle Edizioni di Capolago. controllando, sceverando, diligentissimamente, con quanti mezzi ha potuto avere a disposizione, da vicino e da lontano, esaminando con rara perizia le edizioni reperite, e, per quelle non reperite, raccogliendo autorevoli ed indubitate testi­monianze.
II gran vantaggio del lavoro del Caddeo sui precedenti è appunto questo: dare unìcuùnie minti. Sn questo ha concentrato il suo lavoro; ha dato tutte le notizie raccolte e analizzate in una moltitudine di archivi, biblioteche e rac­colte private: particolarità di stampa e di edizione; importanza di contenuto; mezzi adoperati per in tradurle e diffonderle nelle zone vietate; provvedimenti di censura e di polizia per metterle al bando e .catturarle insieme coi propa­gatori; inquisizioni e processi dei Tribunali; sfoghi d'ira e d'ironia di spie, poliziotti governatori, ambasciatori austriaci; loro influsso sul pensiero italiano e sullo spirito di resistenza delle popolazioni; Iodi e biasimi di contemporanei; note biografiche su scrittori, editori, tipografi, librai propagandisti; per modo che il faticoso lavoro di ricerca acquista vita e si trasfigura in istoria. Con la fusione di tonti piccoli quadri, ognun per sé stante, od in relazione alcuni fra loro, si forma gran parte di trama di quel grande e drammatico quadro che è ?1 Risorgimento italiano.
È questo uno dei più bei lavori eruditi, metodici, appassionati, usciti in questi ultimi tempi, che segnano un gran progresso negli studi del Risorgimento, e che additano la -sola via sicura, per ora, da seguire: ammannire materiale, su basi solide, controllate, vagliate in lungo ed in largo: poi, verrà la storia. Ma questa è già storia vibrante, palpitante, travolgente per chi sappia discernere, leggere, apprezzare e, sopratutto, risentire nell'animo suo, passo passo, quel che fu il doloroso e faticoso calvario degli avi è dei padri.
GIOVANNI MAIOLI
ANTONIO LUCARELLI, La Puglia nel Risorgimento, Voi. Il: La rivoluzione del 1799; insiti pp. 600, Bari. 1934-XTI.
Il prof. Antonio Lucarelli ha pubblicato il 2 volume dell'opera La Puglia nei Risorgimento, in pagine 600 con numerose illustrazioni. L'opera si compone di otto parti. La prima narra la guerra del 1798, descrive la formazione della repub­blica napoletana coi riflessi della rivoluzione giacobina nelle Provincie .di Puglia, ricordando la fuga dei sovrani in Sicilia, il prospetto delle formazioni politiche della popolazione: i giacobini, gli scienziati e i galantuomini, il basso clero, i funzionari, il proletariato, le plebi campestri. Rotto, ogni, freno di léggi, mancata ogni direttiva, non c'è zolla di Puglia che non sia cosparsa di sangue fraterno.
L'A. espone nella parte seconda le vicissitudini delle città più notevoli, quali Treni, Molletta, Lecce, Mola, Gioia del Colle, Taranto, Allumimi, Acquaviva, Martina, città tipiche, in cui la repubblica sposso ai confonde con l'anarchia. Divampa allora la controrivoluzione; una ciurma di ladri e assassini scappali dalle carceri danno il sacco alle case dei patrioti : tra le vittime sono ricordati special­mente don Biagio del Be e don Giuseppe del Be uccisi nel carcere e poi bruciati. Inoltre l'A. mette in rilievo l'arcivescovo Giuseppe Capocclairo, dapprima prò penso ai Borboni, poi travolto anch'cgli dall'onda repubblicana, fino a fregiarsi de) tricolore e ad essere chiamato il vescovo giacobino. Parlando di Acquaviva è