Rassegna storica del Risorgimento
MACCAFERRI LUIGI
anno
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1934
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pagina
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1489
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Libri e periodici 1489
del Sanfedismo troneggia sulle rovine di una eletta minoranza, che tiene ognor desto il pensiero di Libertà e di Patria. Infatti, raminghi per terre lontane accomunati nella sventura, i patrioti propugnano le ragioni dell'Italia indipendente, una, indivisibile.
Molte illustrazioni sono intercalate al insto, tra le quali specialmente i ritratti: Ignazio Ciaia. presidente della repubblica napoletana, i patrioti Francesco Paolo e Pier Giuseppe del Ite. il rappresentante nazionale d'Acquaviva Francesco Pepe, i Pugliesi combattenti fuori della terra natale e altri prigionieri, come Giordano De Bianchi. Oronzo De Donno, Oronzo Massa, Giuseppe Albanese, Domenico Forges Davanzali,. Antonio Astore. Ignazio Falconieri, oltre al cardinale Fabrizio Ruffo, guida dei Realisti. Esse corredano ampiamente il poderoso volume, basalo su preziosi documenti del tempo e scritto con diligentissima cura, che ha arricchito di numerose e importanti notizie la storia della Puglia in quel tormentato periodo della lotta fra Repubblicani e Realisti.
COSTANZO RINAUDO
MASTINO BELTRANI-SCAUA, Memorie storielle sulla Rivoluzione di Sicilia del 1848-49. Pubblicate dal figlio a cura di Giuseppe Pipitone-Federico ; 2 voli. in-8u, pp. 282 486; Palermo, Scuola tipografica Boccone del povero , 1934-XII. L. SO.
J! nome di Martino Beltrani'Scalia era già noto, prima della pubblicazione della presente opera postuma, come quello di un patriota e di un apprezzalo scrittore di cose giuridiche. A lui è dovuta la diligente pubblicazione sui Giornali di Palermo del 2848-49, con brevi accenni a quelli delle altre città d'Italia nel medesimo periodo, di molta utilità per quelli che si occupano della storia della rivoluzione siciliana: libro di preparazione all'opera che adesso vede la luce, esso già può dare un'idea precisa dell'onestà e scrupolosità con le quali il Beltrani-Scalia compì le ricerche per queste Memorie storiche.
H Pipitone-Federico, in una introduzione di cui non tutte le pagine sono necessarie che la concisione e la sobrietà non sono virtù sue peculiari ha narrato la vita dell'autore. H Beltrani-Scalia, figlio di Vito Beltrani che ebbe larga parte in quelle vicende (e lo stesso Martino non fu ultimo tra i rivoluzionari del *48}, era nato a Palermo nel 1828: dopo la reazione del '49 era stato costretto ad esulare ed aveva vissuto per qualche tempo tra Malta, Marsiglia, Parigi e Londra, come tanti altri esuli siciliani ; ritornato nell'isola natia, si era fatto notare dalla polizia borbonica come un irriducibile avversario, del Borbone, ed aveva poi, nel 1860, sofferto il carcere fino alla venuta di Garibaldi, il cui trionfo egli aveva preparato con altri patrioti fin quasi alla vigìlia della .grande vittoria; giornalista negli anni immediatamente successivi all'annessione, compì dal *64 in poi una brillante carriera presso il Ministero dell'Interno; fu direttore generale delle carceri, consigliere di stato, senatore del regno; morì in tardissima età nel 1909,
Come si vede anche da questi rapidi accenni, Martino Beltrani-Scalia potè veramente vivere la storia siciliana dell'ultimo periodo di dominio borbonico. Scrivere questa storia, da Ini così intensamente vissuta, integrare la verità spesso mutila o travisata con il fedele ricordo e con l'esperienza diretta dalle cose, fu il sogno vagheggiato negli ultimi anni dal vegliardo. Egli si accinse a compiere la grande fatica (l'opera doveva essere di cinque volumi) eoo giovanile vigore: e forse, malgrado il peso degli anni, l'avrebbe portata a termine se il suo lavoro non fosse stato interrotto dalla morte.
Dal manoscritto lasciato dall'A. il figlio di lui ed il Pipitone-Federico hanno creduto di pubblicare soltanto i primi due volumi: il retto dell'opera non aveva