Rassegna storica del Risorgimento
MACCAFERRI LUIGI
anno
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1934
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pagina
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1490
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1490 Libri e periodici
avuto ancora la sua stesura, R gli appunti non erano, pubblicabili. A parte il latto che il lavoro di un morto richièdeva assai maggior cara (redizione è spesseggiarne di errori di fatto, di stampa; la revisione denota trascuratezza e frettolo-sita-; la lettura del manoscritto è fatta malissimo fino a tanto, per dirne una, da far passare per due persone il liberale Lorenzo ed il liberale Valerio ! quello che era, naturalmente, una persona sola... Lorenzo Valerio!), a parte ciò, dunque, ci pare che il Pipitone-Federico abbia nella sua introduzione eccessivamente sopravalutato il lavoro: il quale ha certamente qualche pregio, ma, allo stato in cui era. se: così si voleva pubblicare, aveva bisogno di un commento assai diverso, che', invece di additarlo come un capolavoro, ne indicasse le imperfezioni e le manchevolezze, lo completasse criticamente col frutto delle ulteriori ricerche che da un venticinquennio a questa parte si sono venute compiendo.
Fatta invece così la pubblicazione, essa rimane inorganica e incompleta (e quindi poco utile agli studiosi) come una cosa nata già vecchia e superata. Il primo volume è tutto dedicato alle condizioni della Sicilia prima della rivoluzione, con larghi capitoli..sulle condizioni politiche e sociali del resto d'Italia: rivela una prolissità ed una minuziosità di ricerche, che, se può essere giustificata, o almeno spiegata, dal vasto disegno dell'opera, è del tutto fuori posto per lo studio di un'epoca assai più circoscritta nel tempo. Anche il secondo volume, che ha pagine assai efficaci, ed è ricco di osservazioni suscettibili di largo sviluppo, risente di una certa acerbità che è data dal fatto che al suo autore non avendo egli completato per suo conto il quadro complessivo della storia siciliana per tutto il ventennio del quale voleva occuparsi - sfuggivano gli intrinseci nessi della politica siciliana con quella degli altri stati d'Italia e d'Europa, ed i rapporti ideali, volta a volta d'antitesi o d'adesione, tra il liberalismo separatistico siciliano e quello unitario o federalistico degli uomini politici della penisola. Inoltre i giudizi su Ruggero Settimo o su Mariano Stabile, sul La Masa, sul La Farina, sul Ventura, risentono ancora troppo dell'atteggiamento polemico di chi, avendo vivamente partecipato agli avvenimenti, non può giudicarli con quella serenità e compostezza che sono indispensabili doti di uno storico. Anche qui l'opera dell'editore, che, giovandosi della posteriore; .critica storica (e quanti studi su questo argomento sono stati pubblicati solo su questa rivista!) poteva temperare i giudizi troppo vivaci e illuminare i punti oscuri con sobrie e opportune note, non ha per nulla risposto al suo compito. Cosicché, mentre dall'onesta, quantunque non' impeccabile fatica del Beltrani-Scalia, lo storico poteva trarre una sicura testimonianza, ed avere un buon punto di riferimento per la comprensione complessiva dell'epoca, così come l'aveva vista un intelligente contemporaneo, per la trascuratezza di chi BÌ è assunto il compito di trarla dopo venticinque anni dall'oblio, quest'opera rimane invece allo stato di grezzo materiale per lo storico, ed è da usarsi con molta cautela e opportuno discernimento.
ALDO ROMANO
OPUSCOLI ED ESTRATTI
1. ADUA.
N. Quruci, L'enigma di Adua. Discorso letto il giorno 6 novembre 1932 inaugurandosi l'anno accademico 1932-1933 nella Università degli Studi di Ferrara. Ferrara, S. A. Industrie Grafiche, 1933, pp. 76.
Descritta succintamente ma con viva efficacia la battaglia del 1 marzo 1896, l'A. esamina acutamente le cause della sconfitta, risalendo alle origini della espansione italiana nel Mar Rosso e mettendo in rilievo gli errori, le debolezze