Rassegna storica del Risorgimento
MACCAFERRI LUIGI
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1934
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pagina
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1496
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1496 Libri e periodici
osservatore e giudice di uomini e di cose che fa il fiorentino Filippo Mazzei, offre in questo suo opuscolo un primo saggio del valore di quella preziosa fonte storica. Le Memorie pubblicate da Gino Capponi (Lugano, 1845), il volume di K. C. GABLICK, (Ph. Mazzei friend of Jefferson, New York, 1933) davano già buoni elementi per la conoscenza del Mazzei. La pubblicazione imminente di un nuovo 6tudio di R. EL Marraro e quella delle lettere al re Stanislao Augusto di Polonia altri ne forniranno. L'importanza del carteggio mazzeiano appare evidente a chi scorra queste lettere, fonte preziosa per la conoscenza degli avvenimenti e per la valutazione dei protagonisti di quel turbinoso perìodo 1788-1791. (Si guardi a pp. 24-26 quello che il Mazzei dice del Necker), ed ha ragione il C. di rivendicarla. Ma il C, che giustamente ricorda i dispacci degli ambasciatori veneti al Senato, pubblicati non bene dal Kowalewski (si veda ora M. MAZZUCCHELLI, La rivoluzione francese osservata dagli Ambasciatori veneti, Bari, Laterza, 1935), perchè non rammenta anche i tre volumi di G. GHEPPI, La rivoluzione francese nel carteggio di un osservatore italiano: Paolo Greppi (Milano, Hoepli, 1900-1904)?
22. MAZZINI, GIUSEPPE.
A. CODICNOLA, L'istituto mazziniano. Genova, a cura del Municipio, 1934, pp. 55.
Non semplice guida dei nuovi ambienti nei quali ha trovato degna sede l'Istituto mazziniano di Genova, ma viva e intelligente rievocazione di uomini, monumenti e aspetti notevoli della storia d'Italia dal 1746 al 1918 sulla scorta dei ricchi materiali raccolti e ordinati dal nostro Codignola nel suo bel Museo.
E. MICHEL, Giuseppe Mazzini a Livorno. Estr. da Liburni Civitas, a. VII, fase. 3, 1934, pp. 18.
Lasciati da parte per un momento gli esuli italiani e la Corsica, Ersilio Michel trova modo di darci nuovi interessanti ragguagli sulle tre visite (1830, 1849, 1871), che il Mazzini fece a Livorno. Le cronache dello Scarpellini e del Vivo-li, i documenti dell'Archivio cittadino di Livorno e di quello di Stato di Firenze, gli Appunti del Caterini gli' consentono di controllare, precisare e accrescere quanto avevano detto i precedenti autori.
23. NAPOLEONE I.
V. ADAMI, L'italianità di Napoleone attraverso i suoi scritti. Milano, Tipografia pontificia ed arcivescovile S. Giuseppe, 1934, pp. 32.
È la undicesima delle Conferenze storiche del generale Adami, che si è proposto di rintracciare attraverso gli atti dì governo di Napoleone, i suoi proclami e la sua corrispondenza i sentimenti d'italianità del gran Corso.
E. MICHEL, Un'autorevole testimonianza sull'italianità di Napoleone. Estr. dall'Archivio Storico di Corsica, a. X (1934), n. 3, pp. 8.
Qnesta nota del Michel è di notevole valore. La conversazione tra il ministro toscano Vittorio FoBSombroni e il conte russo Sergio Ouvaroff, che egli riporta, ci offre preziosi elementi per meglio precisare i sentimenti di Napoleone verso la patria italiana. V. anche CAPPARELU, ANTONIO; MATTBI, ALESSANDRO.
24. NAPOLEONE IL
F. SALATA, Il Re di Roma e il a suo amico (con documenti inediti), Estr. dalla Nuova Antologia, 16 novembre 1934, pp. 50.
Venttm lettere inedite del figlio di Napoleone ad Antonio Prokesch a l'unico vero amico del Duca di Rcichstadt sono presentate con larghezza d'informa-