Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1935
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pagina
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5
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Camminare e fare scuola
affrontare il grave problema del restauro. Era uno strumento che non aderiva"più alle esigenze del nostro tempo, sia per gli ordinamenti che lo reggevano, sia per le consuetudini di uomini e di tecnica scientifica che avevano finito per prendervi piede. Tutto vi aveva un ritmo che appariva superato dalla vita nuova prepotente di giovinezza: ne bastava a correggere questo suo decadere di tono la presenza di illustri uomini assai più generatori di una storia non per anco giudicata che non sereni scrittori della medesima. I nuovi istituti del Regime guardavano a questo, fatto ormai vecchio più dai sistemi che dagli anni di vita, con un senso non sapremmo se più di commiserazione o di fastidio. Alla osservazione che fosse necessario portarvi aria fresca e fascista si rispondeva essere impossibile contenere gli studiosi perchè nei congressi e nella presentazione degli scritti alla Rassegna apparivano come altrettante prime donne , non disciplinabili.
Meno di tremila soci vi figuravano inscritti, ma in realtà in numero assai minore apparivano quelli legati alle sorti della istituzione, se dobbiamo credere alle troppo frequenti lamentazioni sulla morosità di alcuni e sulla tendenza di altri ad allontanarsene per le più futili cause. Infine la Società mancava di credito fra i tecnici e gli studiosi, ed aveva basi nella vita nazionale ormai al di fuori della estesa, profonda ed assorbente azione del Regime. Anzi politicamente ne era rimasta al di fuori, quasi che il Fascismo non toccasse la universalità della vita e fosse da riguardarsi come un qualche cosa di simile ai vecchi partiti politici.
Oggi la situazione è mutata dalle fondamenta. La Società Nazionale per la Storia del Risorgimento italiano è un organo del Regime, inserito profondamente nella vita dello Stato, retto da uno Statuto approvato per Decreto Reale il 29 luglio 1933-XI, esteso nei suoi compiti ed uguagliato ai grandi Istituti Storici del Regno dal Regio Decreto Legge 20 luglio 1934-XII, già convertito in legge; forte di 48 Comitati provinciali e