Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; POERIO ENRICO ; MALTA
anno
<
1935
>
pagina
<
10
>
10 La Rassegna
Sono queste opere che hanno alzata dai nostri studi quella cappa di piombo della quale abbiam detto e che pesava loro addosso soffocandoli, facendo largo a uomini e correnti che esistevano e non riuscivano a sfociare. Non abbiamo infatti scoperto nulla di nuovo ne nel metodo né nella ricerca: abbiamo dato soltanto loro un ampio respiro e li abbiamo riportati al sole, a questo nostro benedetto sole che, colle vestigia della antica Roma, vuol rivedere, baciare, scaldare, dare moto e vita e sanità anche alle cose del Risorgimento, le quali si perdevano ormai un poco fra la muffa e la retorica, dimenticate, pretermesse, talvolta osteggiate. Ciò avveniva da anni, da molti anni, da troppi anni: da quando cioè l'ultimo poeta del Risorgimento ammoniva nel canto pieno di vaticinio il primo Re dell'Era Fascista a cambiare, come cambiò, lo stato delle cose, perchè i lauri fossero lauri e non strame da giaciglio per chi doveva reggere il timone dello Stato così che i tristi dell'Italia avevano fatto:
<c strame docile all'ignavia loro e d'ogni tuo nobile alloro una verga per batter la fame.
Ciò avveniva da troppo tempo, e non era neppur cessato quando il vaticinio del poeta aveva trovata la più perfetta rispondenza nella storia, così che il Re, aprendo le porte di Roma al Fascismo ed al suo Duce, aveva, spiritualmente, aperte
... alla nostra virtù, le porte dei domini futuri,
Questo antico decadere non aveva avuto neppure, per quanto riguarda le cose della cultura in genere, della storia in ispecie ed in particolare della Storia del Risorgimento,