Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; POERIO ENRICO ; MALTA
anno <1935>   pagina <13>
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Camminare e fare scuola 13
osservato che dalle guerre sono nate anche catastrofi per le civiltà, ma non è difficile opporre a simili osservazioni che catastrofi di civiltà non ne esistono per la storia, ma soltanto trasformazioni e che, ad ogni modo, quanto ai contempora­nei appare crepuscolo serotino molto spesso dalla storia è dimostrato essere invece crepuscolo mattutino. È soltanto da ammettere che i provocatori di guerre come avventura hanno veduto molte volte la sanzione alla provocazione con danno dei popoli loro, lo che naturalmente guardato dall'al­tra parte fornisce non minore prova che chi accetta virilmente la guerra prepara colle future vittorie le grandi ore per i suoi popoli.
Poniamo così come termine iniziale al Risorgimento una guerra, perchè nella sua funzione "educativa la storia sta a di­mostrare, specialmente agli Italiani per troppo tempo inermi, che senza guerre sono soltanto i popoli morti o morenti e che il futuro è soltanto dei popoli agguerriti. Poniamo come termine iniziale quella guerra perchè, laddove l'impero ab-sburgico e, più ancora, tutto il popolo tedesco ebbero la illu­sione di avere iniziato, come tutti gli storici del tempo ed i politici anche italiani ebbero a dire, un periodo di dominio incontrastato nella penisola fatale, nasceva invece una forza guerriera lievitata dalla Vittoria, chiusa in uno stato di ferro, mantenuta viva con l'azione e l'esempio' da una dinastia di particolare forza accentratrice politica e generatrice di qualità militari, cui era riserbato il destino di unificare la peni­sola, abbattere l'impero, far risorgere Roma, dare vita al nuovo impero della latinità nel centro immortale della civiltà mediterranea.
Consideriamo come termine di arrivo alla Storia del Risor­gimento la grande guerra, donde nacque il Fascismo, donde trasse la forza e furono rivelati i segni del suo provvidenziale destino al Capo del grande movimento rinnovatore di una intera civiltà, e non meno come termine di arrivo le immediate