Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1935
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pagina
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20
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20 Roberto Palmaroccki
Un rimedio parziale a questi inconvenienti offre per buona sorte la diligenza con cui i funzionari piemontesi adempirono al loro dovere d'informatori del governo centrale.
Neil'iniziare le nostre indagini sul regno sabaudo di Sardegna,X) ci è stato possibile gettar qualche luce sui caratteri della dominazione spagnola, considerandola nei suoi effetti. Appare evidente che lo stato delle cose nel 1720 debba riflettere i metodi di governo usati nell'isola fino a quel momento. E vero che l'asserto è suscettibile di qualche limitazione, perchè tale stato fu in parte determinato dalle agitate vicende dell'ultimo periodo, ma non si può pensare che venti anni di regime vario ed instabile fossero bastati a trasformare dalle fondamenta condizioni consolidatesi attraverso una ininterrotta dominazione di quattro secoli. La crisi del secolo xvni potè inasprire il disagio economico, render più acute le ingiustizie sociali, esasperare l'urgenza di certi problemi politici, trarre alla luce fenomeni fino allora latenti, non già creare d'un tratto una Sardegna nuova e diversa.
Se le indagini più recenti sul governo spagnolo a Napoli e a Milano tendono ad attenuare e a modificare i giudizi troppo severi formulati dagli storici del passato, per la Sardegna, specialmente nel Cinquecento e nel Seicento, non crediamo si possa parlare di azione benefica.
Qualche studioso ha affermato che la conquista aragonese unificò la Sardegna, troncando le lotte di predominio che ne facevano un campo di battaglia, ponendo fine alle tendenze disgregatrici dei giudicati. Ma il vantaggio è più apparente che reale, perchè l'unificazione politica non impedi più tardi lo sviluppo di un movimento centrifugo anche più pernicioso.
l) Di questo lavoro, del quale ci fa dato incarico dal M.00 Rettore della Università di Cagliari, sarà pronta tra breve la prima parte sul Regno di Vittorio Amedeo IL Diamo qui in anticipo sommaria notizia di alcuni resultati delle nostre ricerche. Abbiamo creduto di poterci astenere adesso da qualsiasi indicazione delle fonti, rimandando per questo al volume, dove ogni asserzione sarà precisamente documentata.