Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1935
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pagina
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21
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Il regno di Vittorio Amedeo II in Sardegna 21
Durante il dominio spagnolo l'autorità dello stato si va progressivamente indebolendo, le prerogative sovrane sono con costante lavorìo intaccate e sgretolate. Se leggiamo la relazione sulle regalie che il reggente Beltramo compilò per incarico di Vittorio Amedeo II, ci colpisce il fatto che non ce n'è, si può dire, una sola, della quale in quel periodo non si fosse tentata dai sudditi e spesso tollerata dai governanti l'usurpazione.
Non ci si accusi di valutare i fatti storici in base a criteri anacronistici, col negare a priori, secondo principii troppo attuali, Futilità delle autonomie. Possiamo ammettere che le autonomie, in determinate circostanze, contribuiscano al benessere di un popolo, ma neghiamo che mai giovi a governanti e a governati la debolezza di quelli, e la tendenza di questi ad assicurarsi sempre più larghi privilegi. Tale è appunto l'aspetto che presero le autonomie nella Sardegna spagnola, e l9 fllimitato potere dei viceré e la loro relativa indipendenza dalla metropoli non fecero che favorire quel.movimento di disgregazione. Nel ventennio della crisi la malattia entrò nella sua fase più acuta, ma non per questo è lecito affermare che si trattasse di una malattia nuova. Il suo germe era nel perpetuarsi di un regime feudale, privo ormai di quelle che erano state nel Medio Evo le sue ragioni di vita. I grandi feudatari vivevano fuori dell'isola, e fuori dell'isola consumavano tutti i loro redditi. I vassalli indigeni cercavano.di supplire alla deficienza delle loro risorse accaparrando quanto più fosse possibile di privilegi e di immunità. Il risultato era l'impove* rimento generale e l'esautoramento completo dello stato. E senza uno stato forte non era possibile estirpare gli abusi degli uomini, né ovviare all'inclemenza della natura.
Se l'economia sarda era alla mercè delle piogge, del vento, della temperatura incostante, delle cavallette, nulla o quasi nulla si era fatto per incoraggiare altre attività che potessero all'occorrenza servire di compenso. Il commercio aveva ancora