Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1935
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pagina
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23
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17 regno di Vittorio Amedeo II in Sardegna 23
ancora dopo il 1730. Quanto alle tendenze della massa, il notevole nucleo di partigiani dell' Impero, poiché non si spiegherebbe con ima spontanea inclinazione, data la brevissima durata dell'occupazione austriaca (né gli atti dei nuovi padroni furono tali da renderli rapidamente popolari; alcuni anzi, come l'istituzione del monopolio del tabacco, suscitarono addirittura delle rivolte) non potè esser costituito che da tutti i malcontenti del passato regime.
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Questo sommario cenno della triste eredità lasciata dagli Spagnoli crediamo basti a dare un'idea delle difficoltà enormi che il governo piemontese si trovò a dover fronteggiare fin dall' inizio.
Tutti sanno quello che tante volte è stato ripetuto, che cioè Vittorio Amedeo II fu irritato e scontento del cambio impostogli, e ripetutamente cercò di permutare la Sardegna con altra regione economicamente più florida (uno stato di animo che appare giustificato ove si pensi che secondo i calcoli dell'Einaudi il valore finanziario della Corona di Sardegna era di L. 8.000.000 e quello della Corona di Sicilia di L. 62.500.000). Né si può certo rimproverargli di non aver previsto che ottanta anni dopo quell'isola avrebbe offerto un sicuro asilo ai suoi discendenti, costretti dalle armi francesi a esulare dal Piemonte. Ad ogni modo - e questo soprattutto interessa lo storico qualunque potesse essere la sua intenzione o speranza di cedere ad altri il non desiderato acquisto, Vittorio Amedeo II volle trattata la Sardegna, non già col criterio di chi, prevedendo di disfarsi di 11 a poco d'un suo possesso, non si cura che di sfruttarlo intensivamente, ma con quello di chi intende conservarlo stabilmente e perciò mira a valorizzarlo il più possibile. E interessante parago-