Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
<
1935
>
pagina
<
27
>
H regno di Vittorio Amedeo II in Sardegna 27
tutti li venerai e ha quel concorso che vi è qui ordinariamente alle prediche spagnole, che è sempre poco .
In conclusione, anche se vogliamo accogliere con qualche riserva la prima notizia, si può dire che in Sardegna la popolazione parlava sardo e che nelle masse la comprensione dello spagnolo non doveva esser più diffusa di quella dell'italiano. Queste circostanze attenuavano alquanto l'urgenza del problema. Per quel che riguardava poi l'introduzione dell'italiano come lingua ufficiale, era da considerare che come tutto il formulario tecnico giuridico dell'uso forense e notarile, così tutte le leggi in vigore erano redatte in spagnolo, sicché non era possibile sostituire la lingua senza sostituire le persone e rifare le leggi ; uno sconvolgimento che, a parte le clausole del patto di cessione avrebbe suscitato immenso scompiglio e infinite agitazioni, mentre, all'infuori della questione di prestigio, il vantaggio pratico, agli effetti di dare al popolo un nuovo spirito nazionale, sarebbe stato insignificante.
Alieno così da tutte le innovazioni repentine, il governo di Vittorio Amedeo II si dedicò ad un paziente lavoro di assestamento, che preparasse le basi della ricostruzione. Altri ha messo in rilievo il merito di aver sistemato le finanze statali, introdotto i bilanci annui, assicurato la precisione dei pagamenti e la regolarità del meccanismo amministrativo. Si possono aggiungere gli sforzi per la repressione del banditismo e per rendere più rapido e imparziale il funzionamento alla giustizia. Ma la maggior cura del re fu il consolidamento dell'autorità statale. Anche qui nessun gesto violento, nessun tentativo di allargare le prerogative sovrane ; egli si limitò ad arrestare con mano ferma quel movimento centrifugo che si era verificato nel periodo spagnolo e accentuato nell'ultimo ventennio. La sua linea di condotta si può riassumere in una delle istruzioni date al viceré: essere inopportuno far nuove leggi e anche riformare le antiche senza una precisa necessità: importare soprattutto l'osservanza delle leggi in vigore.